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Diciottenne scivola sul sentiero ghiacciato precipita insieme al suo cane e muore

I due ragazzi erano saliti per un’escursione appena usciti da scuola: l’amico è caduto per alcuni metri ma si è salvato

Era iniziato come un semplice soccorso: due ragazzi si erano trovati in difficoltà sul monte Col e avevano chiesto aiuto telefonicamente. I volontari del Soccorso alpino, quando sono partiti per andare ad aiutare Gabriele e Lorenzo, non immaginavano cosa li attendeva.

I due amici, 18 anni entrambi, avevano chiesto aiuto, poi Gabriele Comis è scivolato, precipitando per circa trecento metri in un canalone. È qui che l’hanno trovato le squadre del Cnsas di Val Comelico e Auronzo e quella del Sagf di Auronzo, senza vita. Accanto al suo corpo c’era quello del cane, ruzzolato con il giovane di Campolongo dal Monte Col. Lorenzo Fontana, di Santo Stefano, pur ferito, è riuscito ad arrivare alla Baita Pian dei osei, dov’è stato raggiunto dal padre che l’ha portato in ospedale, sotto shoc.

L’allarme

«Siamo partiti alle 19», racconta il vicecapostazione del Soccorso alpino della Val Comelico, Gino De Zolt. «Quando i due ragazzi si sono trovati in difficoltà, al freddo e con le torce non più funzionanti, hanno chiamato i genitori e il padre di uno dei due mi ha contattato direttamente perché ci conosciamo bene. Noi non siamo riusciti a metterci in contatto con i ragazzi, perché probabilmente hanno avuto un problema con i cellulari. Lassù c’è campo, forse si sono scaricati».

Il Soccorso alpino sapeva che i ragazzi si trovavano sul sentiero 331, che dal Monte Col arriva a Campolongo. Erano usciti per fare un’escursione, erano partiti nel pomeriggio dopo la scuola. Addosso avevano gli scarponi, non i ramponi o le piccozze da utilizzare sul ghiaccio.

I soccorsi

Una prima squadra di quattro soccorritori, insieme agli uomini del Soccorso alpino della Guardia di finanza di Auronzo e ai vigili del fuoco di Santo Stefano, è partita per andare a recuperarli, senza però incrociarli. «Pensavamo si trovassero sul sentiero», continua De Zolt. «Siamo arrivati in cima al Monte Col e siamo tornati indietro, non avendoli trovati. A quel punto ci è arrivata la comunicazione che uno dei due ragazzi (Lorenzo Fontana, ndr) era arrivato alla Baita Pian dei osei».

Il Cnsas ha fatto partire un’altra squadra e contattato i colleghi di Auronzo, perché la situazione era diventata più complessa di quanto sembrava all’inizio. «Il nostro capostazione nel frattempo era arrivato alla Baita e lì ha trovato uno dei ragazzi. È lui che ha raccontato cosa fosse successo».

L’incidente

Gabriele Comis era scivolato sul ghiaccio ed era precipitato in un canalone. L’amico l’ha visto cadere, lo ha chiamato ma Gabriele non gli ha risposto. Cercando di avanzare, anche lui è ruzzolato a valle in mezzo ad un bosco e da qui ha imboccato una strada forestale che lo ha portato alla Baita.

I soccorritori hanno percorso il primo canale, senza trovare tracce di scivolamento. Continuando lungo il sentiero, hanno trovato gli occhiali di Gabriele Comis sulla neve, una cinquantina di metri sotto il sentiero. Li ha persi in quel punto, prima di precipitare attraverso un salto di roccia e cadere nel canalone. Dal sentiero, almeno trecento metri.

Il recupero

Gabriele Comis è stato individuato poco prima delle 22. Le squadre si sono avvicinate dall’alto - trovando un passaggio sotto le rocce per scendere il canale - e dal basso. Hanno trovato l’imbragatura e il guinzaglio del cane, poi vicino ad alcuni alberi i corpi senza vita del 18enne e dell’animale, adagiato accanto a quello del ragazzo.

La salma è stata imbarellata e calata sul sentiero sottostante, per poi essere trasportata a spalla dai soccorritori per un chilometro fino alla Baita Pian dei Osei, in Val Frison, ed essere affidata al carro funebre.

Nel frattempo Lorenzo veniva portato in ospedale. La caduta non gli ha provocato traumi gravi, ma non sono le ferite del corpo quelle che fanno più male.

Il funerale

La salma di Gabriele Comis è stata restituita alla famiglia. Domani si svolgeranno i funerali, alle 14 partendo dall’abitazione in via Frison 67 a Campolongo di Cadore. Stasera alle 20 invece sarà recitato un rosario nell’abitazione.

Gabriele lascia mamma, papà e una sorella poco più giovane di lui. E tantissimi amici che non riescono a credere che non lo vedranno più camminare fra le sue amate montagne e divertirsi al campo da calcio della frazione. —

Pubblicato su Il Mattino di Padova