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Barista morta sul colpo imprigionata nell’auto

Volate ovunque le lamiere della Golf che ha preso fuoco dopo lo schianto Valeria Gudimenco aveva 26 anni: era arrivata dalla Moldavia da ragazzina

BAGNOLI. I frammenti dell’automobile sono sparsi per un centinaio di metri lungo la strada provinciale, addirittura oltre la pista ciclabile. Tra i pezzi di plastica spiccano anche la copertina di un cd musicale, il volantino della piscina, la ricevuta del meccanico. Sono i frammenti di una vita che non c’è più. Quella di Valeria Gudimenco, 26 anni, la giovane vittima del terribile incidente di martedì sera. L’auto che stava guidando è uscita di strada schiantandosi con violenza contro un platano, poi si è ribaltata sull’asfalto per finire la sua corsa decine di metri più avanti, avvolta dalle fiamme. Per la giovane donna non c’è stato nulla da fare, con tutta probabilità era morta già nello schianto contro l’albero.

Valeria era arrivata dalla Moldavia da ragazzina, era diventata madre da sei anni e lavorava come barista, amata e ammirata da tutti. Era felice, come ripeteva in queste settimane agli amici. Gli stessi che ora, da Conselve a Candiana, da Arre ad Anguillara, piangono la sua morte. La vita di Valeria è stata brutalmente spezzata lungo la provinciale 92 “Conselvana”, tra Bagnoli ed Anguillara. L’incidente si è consumato verso le 22.30, a poco più di un chilometro dal centro di Bagnoli. Stava guidando verso Anguillara quando, per cause ancora da chiarire, ha perso il controllo della sua auto, una Volkswagen Golf. L’auto è finita contro uno dei platani che costeggiano la strada e l’impatto è stato devastante. Una ruota e uno sportello si sono staccati dalla carrozzeria mentre l’auto è stata sbalzata in mezzo alla strada capovolgendosi e trascinandosi sull’asfalto per oltre cinquanta metri. Ha finito la sua corsa dall’altro lato della strada, ormai avvolta dalle fiamme, con la conducente rimasta imprigionata nell’abitacolo ridotto a un grumo di lamiere. I primi a dare l’allarme sono stati dei residenti che abitano a duecento metri dal luogo dell’incidente. Hanno udito il forte botto, come un potente scoppio, e hanno visto le fiamme alzarsi dalla strada. Hanno capito subito che era successo qualcosa di terribile. I soccorritori si sono trovati di fronte una scena straziante: quel che restava dell’auto avvolta dalle fiamme, frammenti ovunque, un forte odore di bruciato.

I vigili del fuoco hanno lavorato per ore, fino a notte inoltrata, per estrarre dalle lamiere della Golf il corpo carbonizzato della giovane, mentre i carabinieri di Bagnoli si occupavano della viabilità e di risalire all’identità della vittima. Dal numero di telaio sono risaliti alla proprietaria dell’auto, Valeria Gudimenco, nata in Moldavia nel 1988 e residente ad Anguillara, in via San Geatano. Sul ciglio della strada hanno recuperato la borsa sbalzata fuori dall’auto, con i documenti della giovane barista.

La mattina dopo hanno dato la terribile notizia alla madre Angela, che vive a Candiana. Valeria lascia una bambina di sei anni, un compagno che aveva conosciuto da pochi mesi proprio nel locale di Conselve, il “Bar Bon”, dove lavorava da oltre un anno, stimata da tutti. In precedenza aveva lavorato per quasi tre anni in un altro bar di Arre, sempre con lo stesso entusiasmo, la disponibilità e l’allegria che ora tutti ricordano con le lacrime agli occhi. Era arrivata in Italia con la madre e il fratello minore all’età di 13 anni. Aveva completato le scuole medie con profitto, poi aveva frequentato l’istituto Kennedy di Monselice. Quindi era arrivato il lavoro come barista e, a vent’anni, la nascita della figlia, alla quale ha sempre dedicato tutto il suo tempo. In seguito il matrimonio era entrato in crisi e da qualche mese Valeria aveva conosciuto il suo attuale compagno proprio nel bar di Conselve. Ieri mattina lungo la strada provinciale, sotto al platano dello schianto, qualcuno ha lasciato un mazzo di fiori gialli. Nel corso della giornata più di qualche amico si è fermato in quel punto con il capo chino per una preghiera in silenzio.

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Pubblicato su Il Mattino di Padova