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Dal sonno alla morte Addio Adriana Redaelli anima culturale del paese

Giovedì aveva compiuto 57 anni, venerdì il ritrovamento L’allarme della sorella, lascia un figlio studente in Danimarca

CASALSERUGO

Se n’è andata nel sonno Adriana Redaelli, 57 anni compiuti da poche ore, volto noto in paese per la sua infaticabile attività artistica e culturale. L’hanno trovata in camera da letto, l’altro ieri, nella sua abitazione di via Risorgimento, i vigili del fuoco allertati dalla sorella residente a Padova. Adriana era immobile nel suo letto, in una posizione naturale, probabilmente è passata dal sonno alla morte senza nemmeno accorgersene. Non soffriva di particolari problemi di salute e la sera precedente, giorno del suo compleanno, si era collegata in chat con i parenti e il figlio Riccardo, che si trovata in Danimarca per studio e lavoro.La notizia dell’improvvisa scomparsa ha fatto il giro del paese dove Adriana viveva dalla fine degli anni Ottanta e dove si è sempre impegnata in ambito sociale e culturale, lavorando sodo per crescere e far studiare l’amato figlio. «Se n’è andata in punta di piedi, troppo presto» racconta la sorella Giovanna «lascia un grande vuoto che sarà difficile colmare. Sabato mattina, vedendo che non aveva letto i miei messaggi, ho provato a chiamarla senza ricevere risposta. Allora ho telefonato alla sua cara amica Sandra e, visto che nemmeno lei aveva avuto notizie, abbiamo chiesto l’intervento dei vigili del fuoco. Era uno spirito creativo, una persona straordinaria e generosa, dal sorriso contagioso. Era impegnata attivamente anche nel sociale con il Centro Iniziative Nuove di Padova. Lascia anche il papà anziano, che oltretutto vive a Portogruaro». Ieri il figlio, 25 anni, studente in ingegneria gestionale, è rientrato con il primo volo dalla Danimarca. Lutto anche per il Calcio Padova femminile, di cui è direttore sportivo il cognato, Valter Pepato. «Adriana era specializzata in riciclo creativo e, insieme con l’amica Sandra, aveva avviato un’attività legata appunto al riuso di materiali in nuovi oggetti per la casa e la quotidianità» aggiunge Cristian Sartorato, consigliere comunale ed ex assessore al sociale. «Teneva anche numerosi corsi a scuola, era una persona splendida che metteva allegria, con la quale era impossibile annoiarsi». «Ha dato molto a Casalserugo, la biblioteca era la sua seconda casa» ricorda il sindaco Matteo Cecchinato «era un vulcano di idee e di creatività».––

Nicola Stievano

Pubblicato su Il Mattino di Padova