• Home
  •  > Notizie
  •  > Un sorriso per il segno di pace al primo funerale post-lockdown

Un sorriso per il segno di pace al primo funerale post-lockdown

Celebrata a Villa di Teolo la cerimonia funebre con le nuove disposizioni Nella chiesetta una pala ricorda la pandemia scampata nel 1886 

la storia

Gianni Biasetto

Il parroco di Villa di Teolo, don Pierluigi Barzon, ieri mattina ha celebrato il primo funerale della zona dei colli dopo il lockdown, senza limitazioni di numero di fedeli.

Nella millenaria chiesa al centro del borgo ai piedi degli Euganei, intitolata a Santa Maria Annunziata, per l’estremo saluto ad una parrocchiana di 87 anni deceduta nei giorni scorsi per patologie non legate al coronavirus, una sessantina di fedeli si sono disposti a scacchiera sui banchi della navata. E questo per rispettare le indicazioni del nuovo Dpcm che dall’inizio di questa settimana ha tolto, in caso delle celebrazioni liturgiche, il limite delle 15 persone.

All’ingresso della chiesa il sacrestano ricordava a tutti di indossare la mascherina e invitava chi era senza guanti ad igienizzare le mani nell’apposito dispenser.

Cartelli di colore bianco segnalavano il banco dove potersi sedere, mentre quelli di colore rosso invitavano i fedeli a non utilizzarlo. La distanza tra una persona e l’altra alla fine era di oltre due metri riducendo così la capienza della chiesa di circa la metà. All’inizio della celebrazione il parroco dal pulpito ha ricordato le regole anticontagio, invitando tutti al rispetto della distanza di sicurezza, ad eccezione delle famiglie.

Ha anche raccomandato di evitare di muoversi all’interno della chiesa durante il rito. Niente strette di mano al momento del segno della pace, ma solo uno sguardo e un sorriso con il vicino di banco. Rispettate le indicazioni anche nella distribuzione dell’eucarestia: il sacerdote munito di guanti mascherina ha depositato l’ostia nelle mani dei fedeli senza toccarle.

Un particolare curioso: nella parete di sinistra della navata è presente un votivo che risale al 1886 e ricorda la pandemia del colera.

«La parrocchia di Villa, preservata dal colera, riconoscente alla Madonna», recita il quadro che per anni è rimasto nella chiesetta campestre Della Croce sul colle Sirottolo e che in questi giorni è diventato purtroppo di grande attualità. —

Pubblicato su Il Mattino di Padova