• Home
  •  > Notizie
  •  > “Per sempre Beppo” In duemila a Cavino per l’ultimo saluto a Filippo Pedron

“Per sempre Beppo” In duemila a Cavino per l’ultimo saluto a Filippo Pedron

La mamma: «Il tuo sorriso era un raggio di sole per tutti» Gli amici con le magliette dedicate e il suo scooter in campo 

SAN GIORGIO DELLE PERTICHE

In duemila ieri al campo sportivo di Cavino per l’addio a Filippo Pedron, il sedicenne atleta del volley e studente del Meucci di Cittadella morto domenica scorsa per arresto cardiaco. In duemila hanno cantato e pregato aspettando l’arrivo del feretro, preceduto dagli amici con indosso una maglietta con su scritto “Per sempre Beppo” e portando il motorino di Filippo come muto testimone di tante giornate vissute assieme. Sopra la bara girasoli e un cuore di rose bianche, la sua maglietta ripiegata e il suo cappellino con il nome tracciato. Una presenza massiccia sottolineata da don Lorenzo Biasion, il parroco di San Giorgio che concelebrava con don Gianluigi Buischio e don Leo Voltan. «Siamo in tantissimi per questo saluto cristiano al nostro caro amico giovane Filippo» ha detto «la nostra presenza è una parola forte, commossa e più bella che potevamo esprimere a Filippo e alla sua famiglia. Da quando si è sparsa la notizia i familiari hanno sentito il calore della comunità di Cavino, degli amici, delle persone che si sono attivate con gesti di affetto che si fa presenza, che si esprime a volte nel silenzio perché siamo di fronte al mistero della vita e della morte».

Quante domande meriterebbero una risposta – ha aggiunto – perché non si può morire cosi giovani, improvvisamente, nel pieno della vitalità e delle forze, dei sogni e dei progetti. Non ci si può lasciare senza un saluto, un abbraccio, un bacio, un grazie detto e ricambiato. Stretti uno all’altro mamma Raffaella e papà Andrea con i famigliari, composti nel grande dolore. La cerimonia funebre è stata accompagnata dalla voce di una giovane di Cavino, Claudia Scapolo, che ha cantato brani religiosi e gospel. Alcuni giovani al microfono hanno dato sfogo ai ricordi e al rimpianto per l’ amico.

«Eri il nostro grande amico buono, sempre allegro, sorridente, educato. Tanti i momenti belli vissuti nello scuola, nello sport, nel gruppo AC. Da domenica ci chiediamo il perché», una testimonianza. «Sono passati pochi giorni e ci manchi Beppo» ha detto un altro giovane. «Nessuno mai si sarebbe immaginato che quel sabato sarebbe stato l’ultimo giorno in cui avremmo potuto stare con te. Eri cosi giovane. Ci mancherà la tua spensieratezza e la voglia di evadere dalle regole. Ricordi quando facevamo a gara a lanciare aeroplanini dalla finestra delle Medie, o quando ti sei chiuso in bagno durante la lezione antincendio? Quando abbiamo scassinato il lucchetto nel campo scuola e ci hanno ripreso le telecamere o quando per vincere un gelato gratis ne mangiasti 8? Impossibile dimenticare i tuoi piedi enormi che chiamavamo barche, le tue ginocchia che quasi toccavano il manubrio o quando agli stop posavi il piede a terra per sostenere il motorino».

La mamma ha ricordato suo figlio con tenerezza: «Ciao Pippo, sono seduta qui nella tua sedia scassata davanti al tuo computer e non riesco a trovare le parole giuste per poter descriverti al meglio. Parlare di te alle persone mi sembra una cosa strana, ma di una cosa ho avuto la certezza in questi giorni: sei riuscito a trasmettere a tutti la tua bontà, la tua simpatia e soprattutto quel tuo sorriso smagliante che contagiava ogni persona che ti passava accanto portando così un raggio di sole nelle giornate buie. Questa è l’unica cosa che mi rende felice perché ho capito che tutti i valori che ti abbiamo trasmesso sei riuscito a trasformarli in qualcosa di grandioso. Caro Filippo, proteggi Matteo ed Eva nel loro cammino di vita e dai la forza a me e a papà di andare avanti». A fine cerimonia gli amici hanno liberato in cielo palloncini bianchi e azzurri e scritto i loro nomi sulla bara come ultimo saluto. ––

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicato su Il Mattino di Padova