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«Alla maturità con le magliette di Stefano»

Il figlio diciassettenne ha scelto di morire lo scorso ottobre, lei è diventata la mamma della quinta F del liceo Curiel

ALBIGNASEGO. «L’esame di maturità rappresenta un momento difficile per qualunque studente, ancora di più per i compagni di classe di Stefano che da ottobre, ogni mattina, hanno davanti agli occhi il banco vuoto di mio figlio». Perché quel banco, nell’aula che ospita la quinta F del liceo Curiel, è rimasto vuoto dalla mattina dell’8 ottobre dello scorso anno, giorno in cui Stefano Ragazzi, a 17 anni, ha scelto di sparire nelle acque del Bacchiglione. Un gesto estremo messo in atto con grande determinazione.

Mamma Maria Grazia ha la voce rotta dall’emozione, in lei forza e dolcezza si intrecciano in ogni parola. Da quel giorno di strazio infinito, è diventata la mamma della classe che frequentava suo figlio: ha adottato quei ragazzi coccolandoli, rincuorandoli, condividendo con loro dubbi, gioie e insicurezze. Il suo modo per affrontare il dolore. «In ciascuno di loro vedo un pezzettino di Stefano», cerca di spiegare, motivare, nella consapevolezza che il suo messaggio è diverso da quello di altre madri che hanno vissuto il suo stesso dramma. Ora è a Lavarone per un periodo di riposo: martedì sera ha ricevuto su whasapp il messaggio dei suoi figli adottivi, che avevano appena vinto il torneo di calcetto della loro scuola, un torneo che avevano giocato con il lutto al braccio e al quale negli anni scorsi aveva partecipato anche il diciassettenne. “Abbiamo deciso di dedicare la coppa a Stefi, quando veniamo te la regaliamo”, le hanno scritto, donandole una gioia che va oltre il trofeo.

«Mi sono avvicinata ai compagni di classe di Stefano in occasione del compleanno di mio figlio, il 29 ottobre, pochi giorni dopo la sua scomparsa» racconta «Avevano percorso insieme quattro anni di scuola, erano tutti molto uniti. Era anche il giorno in cui si festeggiava Halloween. Mi sono presentata in classe portando con me la tradizionale maschera da cavallo che si metteva Stefano in quell’occasione. Volevo dimostrare che mio figlio è loro vicino, ma soprattutto volevo cercare di sollevarli dai dubbi e dal senso di colpa che li attanagliava. Quello di non aver fatto nulla per salvare l’amico, di non essere riusciti a cogliere i segnali del suo malessere, di non aver capito cosa stava maturando dentro di lui. Ho detto loro che Stefano, tenendo tutto per sè, ha voluto solo proteggerli, è stato un suo grande gesto di affetto. Se l’avesse detto a qualcuno, il destinatario della confidenza non gli avrebbe creduto e non avrebbe fatto nulla. Poi, davanti a quello che è successo, sarebbe sprofondato nel dolore e rimorso più profondo per non aver fatto nulla. Sono ragazzi giovani, con le loro fragilità, vanno protetti e aiutati, soprattutto davanti a questi eventi così sconvolgenti. Ed è quello che ho voluto fare. Del resto nemmeno noi genitori ci sentiamo in colpa per quello che è successo, pur nella nostra grande sofferenza. Stefano era un ragazzo buono e molto sensibile, andava a scuola e in palestra, ci teneva al suo corpo, era molto preciso e, soprattutto, non era solo. Ha fatto una scelta da adulto, per me è come se fosse partito per fare il militare o per un lungo viaggio».

Dopo questo primo approccio, tra mamma Maria Grazia e la quinta F del Curiel è nato un grande amore. Qualche giorno dopo i ragazzi hanno ricambiato la visita e sono andati ad Albignasego, dove il diciassettenne viveva. E qui la donna ha aperto cassetti e armadi del figlio per regalare loro i vestiti e tutte le magliette del suo ragazzo, il più piccolo di tre fratelli. Non solo, ha donato loro anche la canna da pesca, il casco e ogni altra cosa che apparteneva al figlio. «Che senso aveva tenere le magliette, meglio farle vivere addosso ai suoi amici» aggiunge «Io me ne sono tenuta tre, una la ho addosso anche ora. Quei ragazzi ora sono la mia gioia, quando sono stati in gita scolastica a Berlino mi hanno portato un regalino, il giorno della Festa della donna mi hanno portato un mazzo di fiori. E il 16 maggio ci siamo ritrovati tutti al mare a Sottomarina per una camminata alla quale hanno partecipato anche il preside e alcuni genitori. Tutti indossavano una maglietta di Stefano: per me è stata una grande sorpresa, qualcosa che ci ha unito ancora di più. Abbiamo lanciato in aria dei palloncini per ricordarlo. Quell’incontro lo ho voluto organizzare proprio in vista degli esami di maturità, un momento molto delicato. Soprattutto per questi ragazzi. Giorni fa sono tornata a trovarli in classe e questa volta ho portato la lettera che Stefano avrebbe voluto sicuramente spedire loro, il suo saluto prima della maturità. Questo il messaggio: “Sono con voi, vi proteggerò. Perché io sono sempre con voi e vi ho sentito quando eravate tristi e quando avete avuto momenti di gioia. Ora mi è stato assegnato questo compito speciale di proteggervi durante gli esami. E lo farò” . E sono certa» chiude mamma Maria Grazia «che quel giorno ci saranno dei ragazzi che indosseranno la maglietta del mio Stefano.

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Pubblicato su Il Mattino di Padova