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Erbacce, degrado e stanze nel caos «Su questa sedia è morta Isabella»

Dopo la sentenza della Cassazione Paolo Noventa è entrato in possesso del luogo dove è stata uccisa la sorella

Schiacciata tra il grigio di nuvole gonfie di pioggia e il verde di un manto erboso che da più di cinque anni cresce incolto, oltre al grande cancello di ferro battuto, si sviluppa la villa gialla e rossa che è stata di Freddy Sorgato, il camionista ballerino che la notte tra il 15 e il 16 gennaio 2016, insieme alla sorella Debora e all’amica-amante Manuela Cacco, uccise, proprio qui, Isabella Noventa, segretaria 55enne di Albignasego con cui aveva una relazione fatta di alti e bassi. Nel silenzio di una domenica mattina piovosa Paolo Noventa, fratello della vittima, accompagnato dal suo avvocato Stefania Lazzaro, apre le porte della villa e permette dopo così tanto tempo di vedere i luoghi di uno dei delitti che più ha sconvolto Padova.

la cucina del delitto

Varcato il cancello tra arbusti ed erbacce, ci sono piatti di carta e avanzi di cibo. Il giardino della casa è infatti diventato il rifugio di una colonia di gatti e qualcuno ogni giorno si preoccupa di portargli il cibo. Tutte le porte-finestre della casa, quella della taverna, quella del soggiorno e quella della cucina, sono protette da robuste inferriate. La villa si sviluppa su due piani. Al piano terra ci sono la cucina, il soggiorno, un ripostiglio, un bagno e una taverna. Ed è proprio nella cucina che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori e successivamente ammesso da Manuela Cacco, avrebbe perso la vita Isabella. Una cucina di legno chiaro, ampia e luminosa, con un tavolo e quattro sedie. In una di quelle sedie si è seduta negli ultimi suoi istanti Isabella. Lei con le spalle rivolte verso la porta, in modo tale da poter parlare con il suo interlocutore, Freddy, che invece si trovava vicino al piano da lavoro. Da dietro, senza farsi notare, sarebbe arrivata Debora, che avrebbe colpito la donna mortalmente alla testa. Sempre al piano terra si trova anche la taverna.

C’è molta confusione in casa, ma non perché Freddy fosse disordinato, anzi era maniacale nel volere che tutto fosse al suo posto. Tutto è stato lasciato così da quando la polizia scientifica e la squadra mobile hanno rovistato dappertutto in cerca di indizi utili alle indagini.

i giornali in taverna

Sulla scrivania della taverna ci sono articoli di giornale che parlano di Isabella Noventa. Articoli che raccontano della scomparsa della donna, delle accuse di stalking, delle ricerche. Freddy prima di essere arrestato il 16 febbraio 2016 si teneva quotidianamente informato leggendo i giornali. Voleva sapere cosa si diceva della sparizione di Isabella. Sempre in taverna ci sono i gilet marchiati Q8 (la società di carburanti per cui lavorava), due biciclette da corsa sua grande passione, e poi fotografie, scarpe da casa e da giardinaggio, addirittura un panettone del Natale 2015. In fondo alla stanza un angolo bar in legno massiccio con bottiglie di vino e liquori. Il soffitto è interamente percorso da travi in legno color miele che ben si abbinano alle scale, sempre di legno, che portano al piano superiore. Qui oltre a due camerette, una singola e una che probabilmente fungeva da cabina armadio o stireria, e a un bagno bianco e nero con la vasca, c’è la camera da letto di Freddy.

la camera da letto

È qui che il camionista ballerino aveva raccontato agli inquirenti la sua versione della morte di Isabella: «Durante un gioco erotico», aveva detto. Una versione a cui però nessuno ha mai creduto. Nel grande letto matrimoniale blu non sono state trovate tracce del dna di Isabella ma di altre due donne: Manuela Cacco e un’altra donna, estranea alla vicenda. Oltre alla casa Freddy sul retro aveva costruito abusivamente una struttura molto grande dove teneva al coperto le sue due automobili e il camion con cui lavorava. La villa oggi è di proprietà di Paolo Noventa, che l’ha ottenuta dal giudice come risarcimento del danno, ma presto verrà messa in vendita. Il valore stimato è di 340 mila euro. —

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Pubblicato su Il Mattino di Padova