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Famiglia distrutta per un sorpasso

Tre i morti nello scontro: Mario Cecchinato di 70 anni, la moglie Carmela Cutrupi di 63 e il figlio Gianluca di 46

PADOVA. Un sorpasso azzardato e, in un attimo, per una famiglia di tre persone, residente a Padova, si è consumata la tragedia. Sono morti tutti e tre in Trentino, lungo il rettilineo in località Le Alte, subito dopo Levico, in un tratto dove la statale 47 segue l’andamento del terreno, con un dosso che ne impedisce la completa visibilità.

È in quel tratto, poco prima che la statale si trasformi nella superstrada a quattro corsie, che Mario Cecchinato, 70 anni, residente a Padova in via Santa Maria in Vanzo 68 a Città Giardino, ha tentato un sorpasso, finendo contro un camion che arrivava dalla direzione opposta. Erano passate da poco le 19.30 e sull’auto, una Passat grigia, si trovava la famiglia composta dalle tre persone, tutte decedute nel terribile impatto contro il camion: con Mario Cecchinato si trovava la moglie Carmela Cutrupi, 63 anni, originaria di Bolzano ma residente da molto tempo a Padova e il loro figlio Gianluca, di 46 anni. L’auto procedeva verso Borgo, probabilmente la famiglia Cecchinato tornava a casa dopo un viaggio a Bolzano. Fatto sta che all’altezza del dosso, nel tratto tra Levico e Campiello, l’autista ha iniziato il sorpasso che è stato fatale.

I carabinieri di Borgo Valsugana, che stanno svolgendo gli accertamenti per capire la dinamica dell’incidente, non escludono però anche l’ipotesi del malore.

Agli occhi dei soccorritori, si è presentato uno spettacolo tremendo: l’auto targata Padova si trovava con il muso nella stessa direzione del camion. L’autista del mezzo pesante, un altoatesino, vedendosi arrivare l’auto contro, ha tentato di spostarsi alla propria sinistra, per evitare l’impatto, ma inutilmente. Lo scontro è stato talmente violento, che l’auto ha compiuto un testa coda, girando su se stessa a 180 gradi. Subito sono stati allertati gli operatori del 118, e dalla centrale d’emergenza sono partite due ambulanze e un elicottero. Nel frattempo sono arrivati anche i vigili del fuoco di Levico e i permanenti di Trento.

Chi era Mario Cecchinato

Uno degli occupanti dell’auto, probabilmente la persona che era a fianco del guidatore, è stata sbalzata fuori dall’abitacolo, e si è capito che non c’era più nulla da fare. Mentre un mano pietosa copriva la salma con un lenzuolo, i soccorritori si sono concentrati sugli altri due occupanti: Mario Cecchinato e il figlio Gianluca. Il medico ha tentato di rianimare gli occupanti dell’auto a lungo, ma inutilmente. Le operazioni di soccorso si sono rivelate complicate, perché nell’impatto l’auto dei padovani aveva il muso completamente accartocciato. Solo poco dopo le 22 i vigili del fuoco sono riusciti a liberare i corpi dalle lamiere. Inutile, in definitiva, ogni soccorso, con l’elicottero fermo sul ciglio della strada, nei prati che costeggiano la statale all’altezza di Novaledo, ritornato vuoto.

Il camionista dello Scania, un altoatesino che tornava verso casa, è uscito illeso dal terribile impatto e ha riufiutato il trasporto dei soccorritori all’ospedale, ma era in comprensibile stato di schock. Una tragedia, quella che si è consumata sotto i suoi occhi, e che non ha potuto evitare.

I vicini sconvolti

In pochi minuti, una famiglia è stata annientata. Mario Cecchinato, era molto noto in città, perché è stato un pioniere del culturismo. All’inizio degli anni Settanta aveva aperto infatti la prima palestra specializzata, lo Spartan Club, ed era salito agli onori della cronaca cittadina per aver organizzato vari eventi sportivi.

 

Pubblicato su Il Mattino di Padova