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Morto annegato dopo il furto, fiaccolata per Khadim a Limena. Gli amici si tassano per portarlo in Senegal

Giovedì 17 corteo dalla sua casa, minuto di silenzio alla sera. Ok del sindaco Tonazzo. Si attende il via libera della Questura

LIMENA. Non c’è ancora una data fissata per il funerale di Khadim Khole, il giovane annegato venerdì della scorsa settimana dopo essersi tuffato nel fiume Brenta; né, ad oggi, è stato organizzato il suo eventuale trasporto in Senegal, da dove la mamma era partita per venire in Italia a cercare un futuro migliore e dove Khadim era nato 23 anni fa. In aiuto della mamma si è mosso il sindaco di Limena, Stefano Tonazzo tramite i Servizi sociali, ma anche gli amici di Khadim, che hanno avviato tre giorni fa una raccolta di fondi con lo scopo di raggiungere la cifra di cinquemila euro per trasportare la salma in Senegal e per tutte le spese che la mamma dovrà affrontare.

In tre giorni gli amici sono riusciti a raccogliere già 2.600 euro. Gli stessi che per ricordarlo hanno chiesto al Comune la possibilità di organizzare una fiaccolata il prossimo 17 giugno.

«Per quanto riguarda il Comune di Limena non ci sono problemi» spiega il sindaco Stefano Tonazzo, «ma in ogni caso sono in attesa del nulla osta da parte della Questura, prima di autorizzare la manifestazione, perché è necessario organizzare le misure adatte a garantire la sicurezza e l’ordine pubblico».

Dalla richiesta che hanno avanzato al Comune, gli amici, concordata la data con la mamma del giovane, vorrebbero ritrovarsi sotto la casa di Khadim osservando alle 20.30 un minuto di silenzio: è l’ora in cui il giovane sarebbe annegato. Da lì in corteo, ascoltando le canzoni che piacevano a lui, raggiungerebbero il municipio, dove chi volesse potrebbe ricordarlo con qualche parola, pensieri e lettere e dove verrebbe proiettato un video con le foto di Khadim, terminando poi con il lancio in cielo di alcuni palloncini.

Khadim Khole era un ragazzo solare e pieno di amici: nonostante un lavoro, si era messo nei guai con la giustizia e forse per non finirci per l’ennesima volta il 4 giugno, dopo essere stato fermato all'Eurospar di via Altichiero con della merce non pagata nello zainetto, si era dato alla fuga lungo l’argine del Brenta. Ad un certo punto ha deciso di tuffarsi nelle acque del Brenta per raggiungere prima l’altra sponda, ma le correnti insidiose del fiume lo hanno trascinato via, facendolo annegare.–– © RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicato su Il Mattino di Padova