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Camionista muore tra le fiamme del suo Tir. Il fratello: «Ricostruzione dell’incidente senza senso»

Paolo Franceschini, 59 anni di Borgoricco, ha perso la vita in un tamponamento tra mezzi pesanti. Inutili i soccorsi

BORGORICCO. Drammatico incidente sulla Diramazione Roma Nord, un autotrasportatore di Sant’Eufemia muore tra le fiamme del proprio camion. La vittima è Paolo Franceschini, 59 anni, che lavorava alla Nalesso Trasporti di via Pelosa a Borgoricco. L’incidente è accaduto mercoledì pomeriggio sulla Diramazione Roma Nord verso l’A1 Milano-Napoli, fra Settebagni e Castelnuovo di Porto, nel territorio di Fiano Romano.

Da notizie apprese si è trattato di un tamponamento fra mezzi pesanti in seguito al quale il camion di Franceschini ha preso fuoco con lui intrappolato all’interno. A quell’ora, mancava poco alle 18, il traffico era intenso e per consentire l’intervento dei soccorritori il tratto della Diramazione Roma Nord è stato chiuso all’altezza del chilometro 17.

Sul luogo dell’incidente sono arrivati i Vigili del Fuoco, il personale sanitario con l’elisoccorso e la Polizia Stradale di Fiano Romano con il personale della Direzione Quinto Tronco di Autostrade per l’Italia. Per Franceschini, purtroppo, non c’è stato nulla da fare mentre un secondo autotrasportatore coinvolto è rimasto ferito. L’autostrada è rimasta bloccata per oltre due ore e il traffico è stato fatto deviare fino al termine dei rilievi e del recupero dei mezzi incidentati.

La notizia dell’accaduto è rimbalzata solo in tarda serata a Borgoricco. Inizialmente è stato impossibile sapere chi fosse al volante: gli agenti rilevatori sono risaliti al nome della vittima dal telaio del camion chiamando la ditta.

Franceschini era sposato e abitava con la moglie Antonella Barbiero in via delal Pieve a S. Eufemia. «La famiglia è disperata, non abbiamo notizie precise», dichiara il fratello Roberto Franceschini, raggiunto al telefono, «sappiamo solo quello che ci ha anticipato la Polizia Stradale. Sembra che ci sia stato un tamponamento multiplo fra mezzi pesanti e il camion di mio fratello ha preso fuoco senza che riuscisse a mettersi in salvo. È tutto quello che ci hanno detto. È una cosa irreale».

«Mio fratello faceva l’autista da 30 anni, andava a Roma 3-4 volte al settimana. Mercoledì era ripartito dopo aver scaricato a Roma. Stava riportandosi nella zona di Terni per fare un altro carico ed era riposato. Non riusciamo a capire come sia potuto succedere, il camion era vuoto pertanto non ha senso. Posso dire che paolo è sempre stata una persona in buona salute, uno sportivo. Il sabato e la domenica andava via in moto. Quello che è capitato è assurdo, è triste morire sul lavoro».

Sotto choc Gianluigi Nalesso, titolare della ditta di autotrasporti. «Lavorava da noi da 2 anni», afferma Nalesso «una brava persona, un conducente esperto. Adesso è tutto sotto sequestro e noi ci siamo affidati ad un legale».

La moglie e il fratello per il momento non sono scesi a Roma e attendono le decisioni dell’Autorità Giudiziaria. L’attesa sarà lunga per avere il nulla osta per il funerale.

Pubblicato su Il Mattino di Padova