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Fa il bagno nonostante il mare mosso a Eraclea. Tratto in salvo, anziano di Mogliano muore a riva

Tragedia sul bagnasciuga di Eraclea. A perdere la vita il moglianese Roberto Pan, 72 anni, in spiaggia con la compagna

ERACLEA. Ha fatto il bagno nonostante il mare mosso e un’onda lo ha sopraffatto. È morto nello specchio di mare davanti alla darsena Mariclea il 72enne Roberto Pan di Mogliano. Si trovava in spiaggia con la compagna nella prima parte di arenile davanti alla Laguna del Mort, di fronte alla darsena della località balneare.

I bagnanti si sono accorti dell’uomo in difficoltà e hanno chiamato gli addetti al salvamento più vicini, quelli in servizio alla “Eraclea Beach” non molto distante. Anche lunedì le condizioni del mare erano minacciose e sventolava la bandiera rossa nella zone in concessione e con servizio di salvataggio attivo.

Ma il 72enne era in zona libera e si è immerso ugualmente tra le onde. Gli assistenti al salvataggio lo hanno raggiunto assieme a un bagnante, Giorgio Perissinotto, sandonatese residente a Padova, in ferie in questi giorni, trascinandolo a riva ancora cosciente. Non si esclude possa aver faticato per stare a galla in acqua, sommerso dalle onde, e per questo abbia bevuto. Le sue condizioni si sono aggravate poco dopo, giusto il tempo di pronunciare poche parole e poi il suo cuore si è fermato.

Gli assistenti ai bagnanti hanno cercato di rianimarlo anche con il defibrillatore mentre attendevano i soccorsi. Sono giunti i sanitari del Suem 118 con l’elisoccorso, quindi la polizia locale e la guardia costiera. I sanitari hanno infine dovuto constatarne il decesso. «Abbiamo fatto di tutto», ha raccontato Perisinotto, subacqueo esperto, «purtroppo non è servito per salvare quell’uomo. Gli assistenti ai bagnanti sono stati estremamente veloci nell’intervento e anche i sanitari giunti poco più tardi. Purtroppo le condizioni del mare erano molto pericolose per chiunque ieri. Il mare non perdona gli errori, in questi giorni ad Eraclea ne abbiamo avuto prova concreta con delle tragedie che si sono ripetute una dietro l’altra. Le bandiere rosse devono essere rispettate perché indicano un reale segnale di pericolo».

 Si sa che “No perché c’è la bandiera rossa” è la frase che in vacanza al mare prelude a una giornata di quelle “toste” con i bambini che non sanno cosa fare e bighellonano tra la gambe degli adulti.

Si sa anche che i “cavalloni” sono la parte più divertente, almeno per i primi dieci minuti.

Ma il vero pericolo di volersi “divertire con i cavalloni” è lo sforzo. Anche persone allenate possono avere seri problemi nell’affrontare onde, non tanto per il galleggiamento, quanto per una serie di fattori che incidono a livello cardiaco. Il primo è la fatica, il secondo è lo stress.

La fatica è dovuta allo sforzo di mantenere un assetto che consenta di affrontare la forza cinetica di un cavallone e mantenere il galleggiamento. Lo stress è dovuto all’ambiente “sconosciuto”, cioè all’ingresso di nuove variabili (mare che non è calmo, onde che arrivano con forza inaspettata, correnti, freddo) che portano a bruciare ossigeno e quindi ad aumentare ancora di più lo sforzo cardiaco.

Quando il corpo manda il segnale di “allerta rossa” spesso è troppo tardi.

Intanto, è fuori pericolo il ragazzo irlandese di 16 anni, ricoverato all’ospedale di Portogruaro, che ha cercato di salvare il padre in mare domenica a Eraclea mare, davanti a via Santa Croce. Il padre 51enne è invece spirato sulla spiaggia dopo che assieme erano stati sopraffatti dalle onde al largo cercando disperatamente di raggiungere la riva. In questi giorni di burrasca è bene evitare di fare il bagno per le tante insidie che il mare mosso riserva anche a nuotatori esperti. 

Pubblicato su Il Mattino di Padova