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Morto il tenore Giuseppe Giacomini, si è esibito nei più prestigiosi palcoscenici mondiali

Nel 1974 ha debuttato alla Scala con La Bohème per cantare poi al Metropolitan Opera di New York e al Palais Garnier di Parigi. Si è esibito  nel 1988 e per Gorbaciov a Mosca ed ha preso parte alla storica rappresentazione di Aida alle piramidi del Cairo nel 1987 sino a Seul in occasione dell’inaugurazione dei Giochi Olimpici del 1988. Camera ardente a Monselice

MONSELICE. Ha calcato i più importanti palcoscenici mondiali, da Mosca a New York, dal Cairo a Seul, la sua voce ha incantato gli appassionati di lirica di tutto il mondo che oggi piangono la scomparsa del tenore Giuseppe Giacomini.

Nella mattinata di mercoledì 28 luglio è mancato a 80 anni nella sua casa tra le amate montagne di Agordo il famoso artista, considerato da molti il più grande tenore drammatico della seconda metà del Ventesimo secolo.

Giacomini era nato a Veggiano nel 1940 ma fin dall’infanzia e per moltissimi anni ha vissuto nella cittadina della Rocca a cui era molto legato, prima di trasferirsi attorno agli anni ’80 a Montecarlo per rientrare di nuovo nella sua città nel 2003. Gli amici lo chiamavano affettuosamente “Bepi”, un uomo semplice ma con una lunga carriera alle spalle in cui ha ottenuto molti premi ed onori che lo hanno portato ad esibirsi nei principali teatri d'opera del mondo e con molti dei più famosi cantanti degli ultimi 50 anni.

Una carriera modellata nel coro della chiesa di Santa Maria delle Grazie di Este per poi intraprendere gli studi al conservatorio Pollini di Padova prima di spiccare il primo volo con il suo debutto a Vercelli nel 1966 con Madama Butterfly, per poi continuare la sua carriera nei più grandi palcoscenici mondiali.

Nel 1974 ha calcato il palcoscenico de la Scala con La Bohème per poi cominciare a girare i teatri più acclamati, dal Metropolitan Opera di New York al Palais Garnier di Parigi, da Buenos Aires al Théâtre de la Monnaie di Bruxelles.

Giacomini ha anche cantato per la famiglia reale al Covent Garden nel 1988 e per Gorbaciov a Mosca ed ha preso parte alla storica rappresentazione di Aida alle piramidi del Cairo nel 1987 sino a Seul in occasione dell’inaugurazione dei Giochi Olimpici del 1988.

L’agenzia teatrale Matthew Laifer Artist Management il 4 aprile del 2017 aveva organizzato in suo onore un Gran Gala alla Carnegie Zankel Hall di New York, un grande riconoscimento in una città che lo ha molto amato, infatti nei negozi di lirica ancora oggi vengono venduti i suoi lavori.

«Era apprezzato per le sue doti artistiche ma anche come uomo» racconta la figlia Giovanna «era umile e sensibile. Vivere con lui è stato bellissimo, era sempre presente ed attento, nonostante fosse una persona “importante”. Un uomo semplice e schietto, amava ricordava spesso le sue origini contadine a cui teneva tanto e nell’animo si sentiva vicino alla terra. Era molto affezionato a Monselice, ed anche Este, dove ha mosso i primi passi nella musica. Mio nonno cantava nel coro parrocchiale e ha coinvolto anche il figlio, dando il via alla sua passione».

Negli ultimi anni Giacomini si era ritirato a vita privata ma era rimasto vicino al mondo della musica ed ai tanti amici che vi gravitavano attorno. «Non solo Monselice perde uno dei più illustri concittadini, ma la sua scomparsa segna la perdita di uno dei più eccellenti interpreti della lirica, di fama mondiale. Ricordo con commozione la sua attenzione alla nostra città, quando mi fece presentare il suo memorabile concerto lirico nella suggestiva cornice del chiostro di San Giacomo. Fu un tripudio la sua carriera che lo portò ad essere un tenore apprezzatissimo nei maggiori teatri del mondo» commenta l’amico Riccardo Ghidotti che nel 2017 aveva premiato Giacomini con il prestigioso premio Ossicella della Città di Monselice. L’artista lascia la moglie Massimiliana “Liliana”, la figlia Giovanna e Giacomo e gli adorati nipoti. La camera ardente è stata allestita questa mattina nell’obitorio dell'Ospedale Madre Teresa di Calcutta di Schiavonia.

Pubblicato su Il Mattino di Padova