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Sbanda e muore annegata dentro l’auto

Fiorella Borin, 71 anni, ha gridato chiedendo aiuto, alcuni cingalesi si sono tuffati nel canale ma non sono riusciti a salvarla

Galzignano

Via Valli di Valsanzibio, una strada percorsa tantissime volte, intorno alle 9.30 di domenica ha tradito la signora Fiorella Borin, residente nella vicina Battaglia. «Adesso sono rimasto proprio solo. Come è potuto accadere?...», ha ripetuto più volte con voce rotta dal dolore il figlio Andrea Scipionato, accorso in tarda mattinata con lo zio Luigino sul luogo dell’incidente in cui ha perso la vita la sua mamma. Lasciata la sua abitazione in via Arboit 47, la settantunenne al volante della sua Hyundai Atos si stava dirigendo a prendere una sua parente per andare a messa nella chiesa di Valsanzibio e poi a far visita all’anziana madre Rosina residente a Corte Borin di Arquà Petrarca. Dopo aver passato le piscine e la prima curva secca a destra, chiamata familiarmente “curva della casa rossa”, la donna ha percorso alcune centinaia di metri, ma affrontata una semicurva, l’automobilista ha perso il controllo della macchina invadendo la corsia opposta e finendo giù per l’argine del canale Lispida, uno scolo che corre parallelo alla strada comunale.

Fiorella Borin ha colpito di striscio uno dei platani piantati sul ciglio della carreggiata e la macchina ha finito la sua corsa dentro l’acqua limacciosa dello scolo. Rimasta cosciente, la signora ha urlato e chiesto aiuto ad alcuni passanti di origine cingalese che hanno raccolto la disperata richiesta di soccorso e non ci hanno pensato sopra due volte a entrare in acqua per un tentativo di salvataggio. Un salvataggio che, purtroppo, si è rivelato vano perché non ce l’hanno fatta a portarla fuori dall’abitacolo. Nel terreno vicino si è adagiato l’elicottero del Suem e i sanitari, dopo che la sfortunata signora era stata portata a riva, hanno tentato con le manovre appropriate a rianimarla. Sul posto è intervenuta anche un’ambulanza. Alle 10.10, però, i soccorritori non hanno potuto far altro che constatare la morte della donna e coprirne il corpo con il lenzuolo bianco, prima dell’arrivo dell’impresa di onoranze funebri e il trasferimento della salma nell’ospedale di Monselice. Ha rilevato l’incidente la polizia stradale di Padova, mentre la macchina coperta dall’acqua fino al tetto e con il vetro anteriore rotto per l’impatto, è stata tirata fuori dal canale dall’autogru dei vigili del fuoco. Il veicolo non è stato posto sotto sequestro. Parallela alla chilometrica via Valli corre una pista ciclopedonale, frequentatissima specie la domenica. Molti ciclisti, podisti e passanti, sia pur tenuti a debita distanza dai poliziotti, si sono fermati per avere informazioni sull’accaduto e numerosi hanno posto l’accento sul fatto che ci starebbe bene una balaustra, magari in legno e posizionata nei punti più a rischio di un’arteria di collegamento considerata pericolosa, perché palcoscenico di un altro incidente molto simile ma con diverso esito finale.

Rimasta vedova 14 anni fa, Fiorella Borin era una persona tranquilla, di gran cuore, le piaceva partecipare alle gite organizzate, era molto brava a cucinare e accudiva con grande dedizione l’anziana madre. —

Piergiorgio Di Giovanni

Pubblicato su Il Mattino di Padova