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Vigonza, marito e moglie se ne vanno a distanza di 72 ore

Mario Fiorenzato, 88 anni, è morto venerdì, Mirella non ha retto al dolore ed è spirata lunedì. I figli: «Vivevano in simbiosi»

VIGONZA. Insieme da 56 anni, marito e moglie muoiono a 72 ore una dall’altro. Mario Fiorenzato, 88 anni, è spirato venerdì alle 18 nell’abitazione di famiglia in via Ampezzon, ai confini con Villanova di Camposampiero. Due settimane prima era stato ricoverato in ospedale per malattia. La moglie Mirella Spigolon, di 10 anni più giovane, è deceduta alle 18 di lunedì, sempre in casa. Mario e Mirella sono rimasti separati solo 72 ore e già lunedì sera lei lo ha raggiunto nella camera ardente di un’impresa funebre di Cadoneghe in attesa del doppio funerale. Che verrà celebrato con un’unica cerimonia domani alle 16 nella chiesa di Codiverno.

SIMBIOSI

«Mamma e papà vivevano in simbiosi», raccontano Fabio e Luca Fiorenzato, i figli dell’inossidabile coppia. «La dottoressa che è accorsa lunedì sera, quando mamma si è sentita male, ha detto che non ha retto al dolore per la perdita del suo compagno di una vita. Erano assieme da ben 56 anni. Dopo la morte di papà un nostro cliente ce lo aveva detto che poteva succedere anche di peggio».

Mario e Mirella si erano conosciuti negli anni ’60, lui di Codiverno, lei di Arsego di San Giorgio delle Pertiche. Nel 1965 il matrimonio e poi la nascita di Fabio, che ha 54 anni, e di Luca, che di anni ne ha 53. La famiglia Fiorenzato, nomignolo di paese “Buso”, è titolare di un macello di polli in via Ampezzon. Lavoro avviato da Mario sin da bambino.

FAMIGLIA UNITA

«Papà ha cominciato col mestiere che aveva 12 anni, andava a prendere i polli in bicicletta», racconta Luca. «È stato il suo primo lavoro e ha continuato anche dopo sposato, con mamma che lo aiutava nell’azienda». Il macello è passato poi ai due figli, che hanno imparato tutto dal papà. Una famiglia sempre unita, i Fiorenzato. «Siamo andati avanti sempre assieme», spiega Luca. «Noi compriamo i polli, li macelliamo e poi vengono messi in vendita. Papà era un buono, mai sentito dire una parolaccia, se sbagliavamo ce lo diceva piano. La mamma, invece, ci riprendeva subito. Sono stati due grandi genitori, a loro dobbiamo tutto».

Per Fabio e Luca perdere entrambi i genitori in pochi giorni è un vero e proprio choc. Un grande conforto lo hanno dagli zii Adriano e Gianna, fratelli di papà Mario, e da Lucia e Gabriella, sorelle di mamma Mirella.

Pubblicato su Il Mattino di Padova