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Decimo morto sulla A4, Tir a fuoco in A13 altra giornata nera sulle autostrade venete

Camion contro le barriere tra San Stino e Portogruaro Pozza: «A Roma chiacchierano basta perdere tempo» Chiuso il tratto Boara-Rovigo 

VENEZIA

Un tratto d’asfalto maledetto, costellato da una scia di sangue che sembra infinita. Dall’inizio dell’anno sono già dieci le vittime sul tratto di A4 che attraversa il Veneto orientale. In media un incidente con esito mortale al mese. I morti sono per lo più camionisti e lavoratori. L’età di chi ha perso la vita è bassa: poco più di 37 anni, sempre facendo una media. Il tratto peggiore è rappresentato dall’imbuto esistente tra San Stino e Portogruaro, il più importante tra quelli in cui l’autostrada è ancora a due corsie. Ma gli incidenti non sono mancati anche nei tratti tra i caselli di San Donà-Noventa e San Stino, nonché tra Portogruaro e Latisana.

Il bilancio già pesante dei mesi scorsi si è ulteriormente aggravato con le due vittime registrate in meno di ventiquattr’ore tra martedì e ieri. Prima, martedì pomeriggio, lo schianto fra tre camion poco dopo il casello di San Stino, in zona Loncon, costato la vita a un camionista. Quindi, ieri mattina, l’incidente, causato forse da un malore, in cui ha perso la vita un altro camionista, finito con il suo Tir contro le barriere laterali della carreggiata.

Ma la giornata nera per la viabilità autostradale veneta ha interessato anche l’autostrada A13. Poco dopo le 22 di martedì, un camion in fiamme tra Boara e Rovigo ha causato la chiusura del tratto autostradale causando chilometri di coda. Un blocco durato ore visto che le operazioni di completo spegnimento e raffreddamento del mezzo sono terminate alle 2:30 della notte scorsa.

Intanto, Unioncamere regionale è durissima per l’ultima drammatica catena di incidenti che ha insanguinato l’A4. «Siamo di fronte al solito bollettino di guerra, agli ennesimi incidenti mortali, ad una situazione insostenibile per cui non troviamo più parole», ha detto il presidente Mario Pozza, «Naturalmente il nostro pensiero ed il nostro cordoglio vanno ai familiari delle persone che hanno perso la vita lavorando. È evidente che la situazione di questo tratto autostradale è insostenibile per la sicurezza. Nonostante da mesi segnaliamo questo problema al Governo chiedendo risorse ed interventi immediati, a Roma si continua a discutere e qui, invece, si continua a morire. Non si può perdere altro tempo».

«Quello a cui stiamo assistendo», conclude Pozza, è un bollettino di guerra. Viaggiare lì è un rischio. È necessario che il Governo, con un’assunzione di responsabilità, metta fine a questa situazione che si trascina da troppi anni. Per questo siamo a fianco di Regione, sindaci ed Autovie che chiedono il completamento dell’autostrada. Intervenire qui è una priorità assoluta». —

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Pubblicato su Il Mattino di Padova