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Treviso, focolaio di Covid tra i vendemmiatori di Prosecco: morta una donna rumena, un’altra in terapia intensiva

L'allarme è scattato un paio di giorni fa, quando una delle donne del gruppo ha iniziato ad accusare i sintomi più severi della malattia: febbre, difficoltà respiratoria, saturazione bassa, costringendola al ricovero

TREVISO. Una donna sulla cinquantina morta di Covid, un'altra in condizioni gravissime in terapia intensiva al Ca' Foncello di Treviso. E' il bilancio - provvisorio - di un focolaio di coronavirus scoperto in un gruppo di vendemmiatori rumeni impegnati tra i filari di Prosecco in un'azienda della Sinistra Piave.

Finora sono stati effettuati tamponi su un gruppo di 5 uomini e 9 donne, tutti non vaccinati, arrivati in pullman dalla Romania pochi giorni fa, e alloggiati nella stessa abitazione per il tempo necessario alle operazioni di raccolta.

L'allarme è scattato un paio di giorni fa, quando una delle donne del gruppo ha iniziato ad accusare i sintomi più severi della malattia: febbre, difficoltà respiratoria, saturazione bassa, costringendola al ricovero in terapia intensiva, trasportata da un'ambulanza del 118.

Poche ore dopo, una sua collega è stata uccisa da un arresto cardiocircolatorio mentre si trovava all'interno della stessa abitazione: "Anche lei era positiva al Covid" sottolinea il direttore generale dell'Ulss 2, Francesco Benazzi, "temiamo che anche le altre persone possano aver contratto il virus, avendo viaggiato e vissuto a stretto contatto con le due positive".

I test saranno estesi anche ad alcuni contatti di nazionalità italiana che avevano lavorato con il gruppo rumeno, ma che sarebbero vaccinati. Il Dipartimento di Prevenzione ha effettuato, oggi, i tamponi su altre 18 persone riconducibili all’azienda: 13 restanti lavoratori romeni e alte 5 persone tra titolari e dipendenti. 17 sono risultati negativi, uno (relativo a uno dei lavoratori romeni) positivo.

Si attende riscontro dal molecolare. Tutti sono stati collocati in quarantena e saranno sottoposti, nelle prossime 72 ore, a un ulteriore screening.

Pubblicato su Il Mattino di Padova