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Gelataia di 49 anni muore dieci giorni dopo la prima dose Pfizer, l’Usl di Treviso dispone l’autopsia

Nadia Positello, gelatiera di Maser, in provincia di Treviso, dal giorno dell’inoculazione lamentava grossi problemi. Inutile corsa con il marito in ospedale

TREVISO. «Faccio fatica a respirare»: così ha detto al marito Denis, ieri mattina appena tornata a casa, a Maser, dopo aver portato la figlia 14enne a scuola a Montebelluna. Lui l'ha fatta salire in macchina ed è iniziata la corsa disperata verso il Pronto soccorso di Montebelluna. Una corsa inutile, perchè lungo il tragitto Nadia Positello ha perso conoscenza e quando è arrivata al Pronto soccorso del San Valentino i medici hanno tentato inutilmente di rianimarla.

Aveva solo 49 anni, Nadia Positello, gestiva con la sorella Lidia la gelateria Canova a Crespignaga di Maser, dove tutti la conoscevano. Si era fatta il primo vaccino contro il Covid a fine settembre, alle domande del medico in servizio al vax point al momento di fare la anamnesi aveva riferito tutti i disturbi di cui soffriva. Poi le avevano fatto l'iniezione.

È stato già dall'inizio di ottobre che ha cominciato a sentire dei disturbi nuovi, forse li ha collegati agli effetti del vaccino, forse pensava che in qualche giorno sarebbero scomparsi, fatto sta che sentiva pesante il respiro, faceva fatica a respirare, e quel distrubo non accennava a sparire. Ieri mattina la situazione è precipitata.

Nadia Positello aveva accompagnato la figlia 14enne a scuola, proprio da poco aveva iniziato le scuole superiori, poi era tornata a casa ma sentiva che faceva sempre più fatica a respirare, si sentiva come soffocare. Immediata la decisione di correre al pronto soccorso dell'ospedale di Montebelluna. E' salita in macchina accanto al marito Denis Polloni, i due sono partiti per Montebelluna, ma strada facendo la situazione si è sempre più aggravata, alla donna mancava il respiro e poi ha perso conoscenza mentre con il marito correvano verso il Pronto soccorso. Al San Valentino hanno cercato di rianimare la donna, ma ogni sforzo è stato inutile, il cuore si era fermato per sempre.

Una tragedia inaspettata. Arresto cardiaco, è stata la prima diagnosi, ma cosa l'abbia causato solo l'autopsia, che sarà chiesta dalla famiglia, potrà spiegarlo con certezza. La notizia della scomparsa di Nadia Positello si è subito sparsa per Maser e tutti sono rimasti addolorati. «Tutti in paese sono sconvolti per quanto è accaduto - dice la sindaca di Maser, Claudia Benedos - È una tragedia che ci ha colpiti tutti». Nadia Positello era sposata con Denis Polloni, la coppia aveva avuto una figlia oggi 14enne.

La donna, che lascia anche un fratello, gestiva con la sorella Lidia la gelateria Canova in piazza Ingegner Luigi Bolzon, una avviata attività che era la soddisfazione delle due sorelle ed era un punto di riferimento a Crespignaga.

Ieri la gelateria era chiusa, nessun cartello sulla porta a spiegarne il motivo, ma tutti a Maser hanno capito il perchè di quella porta chiusa dopo che è circolata la notizia che non avrebbero più visto Nadia dietro il bancone a mettere palline di gelato sui coni e sulle coppette.

È la seconda tragedia nel giro di qualche mese che colpisce la famiglia: ad aprile era infatti scomparso il papà di Nadia e Lidia Positello, Lino, classe 1944, che con il fratello Francesco aveva fondato nel 1974 un’azienda di imballaggi in legno. Lino Positello aveva problemi di cuore, era stato sottoposto ad una operazione, poi per la riabilitazione era stato portato all'ospedale di Motta di Livenza e lì era stato contagiato dal Covid, che nel suo fisico già debole aveva avuto conseguenze fatali.

L’USL DISPONE L’AUTOPSIA

«Faremo l’autopsia, siamo tutti d’accordo che sia fondamentale per capire quanto accaduto. Ma voglio innanzitutto esprimere le mie più sentite condoglianze». Il primo pensiero del direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi va alla famiglia di Nadia Positello, gelataia a Crespignaga di Maser, morta a 49 anni, una decina di giorni dopo aver effettuato la prima dose di vaccino anti-Covid. Solo l’esame autoptico, chiesto dai familiari e accolto di buon grado dall’autorità sanitaria, potrà chiarire le cause del decesso e rilevare una eventuale correlazione con l’inoculazione. Oppure, al contrario, escluderla del tutto, evidenziando la presenza di eventuali altre ragioni.

LE IPOTESI

L’azienda sanitaria trevigiana esprime massima cautela al riguardo. Nadia aveva ricevuto la prima dose di Pfizer giovedì 30 settembre. Dal racconto dei suoi cari emerge che la donna avrebbe accusato disturbi e affaticamento nei giorni successivi alla puntura ma all’Ulss non figura alcuna richiesta di intervento o accesso al Pronto soccorso prima del malore fatale. Resta, invece, da appurare se la donna si fosse rivolta al suo curante segnalando debolezza e malessere.

«Dall’anamnesi del medico che ha accolto la signora al Vax Point risulta che lei fosse idonea alla vaccinazione» spiega il dg Benazzi. «Nella valutazione pre-inoculazione la donna aveva segnalato al medico del punto vaccinale di aver avuto degli episodi pregressi di tromboflebiti, accaduti molto tempo fa. Queste manifestazioni non sono state ritenute rilevanti soprattutto in relazione al vaccino Pfizer. Tanto che il medico l’ha ritenuta idonea all’inoculazione» prosegue Benazzi.

LE REAZIONI AVVERSE

L’azienda sanitaria trevigiana fisserà l’autopsia sul corpo di Nadia tra qualche giorno. «Credo sia importante fare questo passaggio e siamo ben disposti a farlo proprio per andare a fondo dell’accaduto» spiega il manager dell’Ulss 2. Guardando alla letteratura scientifica in materia di reazioni avverse alla vaccinazione, il dg sottolinea: «Non c’è correlazione tra Pfizer e problemi al cuore. L’autopsia ci permetterà di capire se ci sia un nesso di causalità tra vaccinazione e reazione avversa che ha portato alla morte». I dati a disposizione a livello internazionale, riguardanti finora oltre 6 miliardi di dosi, evidenziano rare reazioni avverse.

«Dalle informazioni che abbiamo a disposizione l’associazione tra miocardite e vaccinazione è riportata in pochissimi casi, soprattutto in soggetti maschi sotto i 30 anni alla seconda dose» dice Benazzi. Da parte di tutta l’Ulss 2 è stato espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia di Nadia Positello: «Ci uniamo con sincera partecipazione al dolore dei congiunti e attendiamo l’autopsia per sgomberare il campo da qualsiasi dubbio». 

Pubblicato su Il Mattino di Padova