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È morto il musicista Enzo Carpentieri

Batterista jazz ed organizzatore di numerosi festival, è stato colpito da malore lunedì sera. Stavolta il suo cuore non ha retto

PADOVA. Se n’è andato a 63 anni lasciando un mondo a cui avrebbe potuto dare ancora tanto, quello della musica e del jazz.

È morto la mattina del 12 ottobre Enzo Carpentieri, batterista jazz e organizzatore di diversi eventi e festival in città.

Si è sentito male lunedì 11 sera nella sua casa di Tencarola che condivideva con l’amata moglie Sara. A nulla è valso il ricovero urgente in ospedale, a Padova, il cuore del celebre musicista questa volta non ha retto e ha smesso di battere.

Carpentieri aveva già avuto problemi cardiologici. Sopravvissuto a un infarto, quattro anni fa era stato operato al cuore. Nonostante questo non aveva mai smesso di essere attivo nel suo lavoro che era anche la sua più grande passione.

Oltre a fare il musicista Enzo insegnava batteria, nella stanza della musica che aveva ricavato all’interno della sua abitazione.

«Avrebbe dovuto suonare il prossimo 12 novembre nell’ambito del festival», racconta Gabriella Casiraghi, organizzatrice del Padova Jazz Festival e amica di Enzo e della moglie Sara, «L’avevo sentito una decina di giorni fa dopo aver saputo della morte di sua mamma. Lui e Sara mi avevano da poco consegnato la lista dei musicisti per il festival. Insomma non c’era stata alcuna avvisaglia che qualcosa non andasse. Sapevo che soffriva di cuore, ma ultimamente si era messo in riga, cercava di curarsi di più, aveva iniziato una dieta. Sono molto frastornata, Enzo è una perdita dolorosissima».

Artista eclettico, attivo fin dalla metà degli anni’80, nella sua vita si è esibito dal più piccolo club di jazz al più grande teatro.

Ha suonato in tutta Europa ma anche in Canada, in Australia, in Indonesia, in Cina. A fargli da manager e seguirlo nei suoi concerti la moglie Sara, anche lei grande amante della musica.

Da molti anni inoltre, oltre ad essere direttore artistico di vari festival in Veneto, collaborava con il Centro d’Arte degli Studenti dell’Università di Padova per la Rassegna Jazz Internazionale.

«Siamo in lacrime». Comincia così il post pubblicato proprio dal Centro d’Arte nella sua pagina Facebook. «Enzo era una colonna, fin dagli anni 80 lavorava con noi, contribuiva a oliare la macchina organizzativa, stava vicino agli artisti e li metteva a loro agio. Un ruolo che solo un musicista sensibile e attento poteva ricoprire con quel tatto ma anche con quell’allegria mai di circostanza che spargeva con generosità».

Chi parla di Enzo parla di una persona solare, propositiva, creativa e amante della vita: «Non solo sapiente batterista, ma musicista a tutto tondo, aperto ad ogni possibilità che le nostre musiche sanno aprire».

Sicuramente un momento di difficoltà l’aveva passato come tutti i musicisti durante il Covid: «Non è stato facile per chi vive di musica, come Enzo, specialmente in Italia», dice l’amica Gabriella, «Se in Francia, ma anche in Belgio, i musicisti hanno ricevuto un sostegno dallo Stato, qui non è andata così. Non dico certo che la sua morte sia stata causata dal Covid, certo è che l’ultimo anno e mezzo l’aveva molto provato».

Uno degli ultimi momenti di grande gioia e spensieratezza Enzo l’aveva vissuto il 19 settembre scorso, quando insieme alla moglie e agli amici più cari aveva festeggiato il decimo anno di matrimonio a San Vito Lo Capo.

«Lo ricordo con il sorriso, abbracciato a Sara, in una festa meravigliosa», conclude Gabriella Casiraghi.

I funerali di Enzo Carpentieri saranno celebrati sabato 16 ottobre alle 10.30 nella basilica di Santa Giustina a Padova.

Pubblicato su Il Mattino di Padova