• Home
  •  > Notizie
  •  > L’ultimo abbraccio ad Andrea «Eri il nostro porto sicuro»

L’ultimo abbraccio ad Andrea «Eri il nostro porto sicuro»

L’addio al ragazzo di 14 anni morto per un’improvvisa emorragia cerebrale Il papà Antonio Santacatterina: «Ora serve un’enorme fiducia nei disegni di Dio»

«Ci troviamo immersi in un’enorme tragedia per cui non c’è spiegazione sul piano della giustizia terrena e che, anche volendo trovare conforto nella religione, richiede un atto di enorme fiducia nei disegni di Dio». È stata questa la premessa fatta, al termine della celebrazione dei funerali di Andrea Santacatterina, da papà Antonio nel suo ultimo saluto al figlio, scomparso a soli 14 anni.

Poche parole che però sono riuscite a sintetizzare l’incapacità degli oltre trecento presenti di accettare quanto accaduto. A strappare la vita ad Andrea è stata un’improvvisa e imprevedibile emorragia celebrale, a venti giorni dall’intervento, eseguito dagli specialisti di Neurochirurgia dell’ospedale di Padova, per rimuovere una neoformazione benigna al cervello.

L’ABBRACCIO DEI COMPAGNI

Insieme ai genitori Antonio e Maria Pia e alle sorelle Ilaria e Anna, nel sagrato del Tempio del Milite Ignoto sono stati moltissimi i compagni di scuola (non solo delle elementari e delle medie, ma anche della nuova classe del liceo scientifico Cornaro) e della squadra di calcio di Andrea che hanno voluto dimostrare il loro affetto nei confronti di un ragazzo decisamente speciale: «Ciao Andrea, ti ho scritto una lettera perché mi sembrava il minimo – dice Giovanni, emozionato ma schietto, rivolgendosi direttamente all’amico delle medie mentre una schiera di compagni alle sue spalle lo supporta con lo sguardo – Volevo ringraziarti per le risate, per essere sempre riuscito a capirmi con una semplice occhiata, ma anche per essere sempre stato il mio porto sicuro tutte le volte che ero giù di morale, il mio riferimento per quando avevo semplicemente voglia di stare con qualcuno. Ricordo ancora il primo giorno di scuola quando non conoscevo nessuno e tutto era nuovo: è stato proprio in quel giorno che è nata la nostra amicizia. Nel mio cuore rimarranno impressi anche gli scherzi che davano colore alle nostre giornate: come quando mi prendevi lo zaino e me lo nascondevi fuori dal cancello della scuola o quando, in pieno maggio, mi hai messo su un auricolare con le canzoni di Natale. Sei stato il mio primo compagno di banco e da lì in poi siamo sempre stati uno a fianco all’altro e, su questo non ho dubbi amico mio: continueremo ad esserlo per sempre».

IL PESO DELL’ASSENZA

Ad intervenire sono stati poi anche il parroco Don Fabio Artusi, l’allenatore di calcio dell’Atletico 2000 e le insegnanti, tutti concordi nel descrivere le incredibili doti di Andrea: un ragazzo eccezionalmente intelligente e talentuoso, capace di stupire per la sua curiosità e conoscenza del mondo. «Siamo consapevoli che la nostra vita diventerà ancor più difficile a partire da domani quando il tempo del lutto sarà finito e dovremo riprendere le nostre abitudini quotidiane in cui il silenzio dato dall’assenza di Andrea risuonerà forte più che mai – continua papà Antonio – Nel buio pesto della sofferenza, sentiamo però che Andrea è sopra di noi per illuminarci la strada e indicarci il cammino». A nessuno dei presenti sono sfuggite le geometriche involuzioni della farfalla bianca volata sulla piccola bara di legno chiaro pochi secondi dopo queste semplici parole. —

giulia tasca

Pubblicato su Il Mattino di Padova