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Schianto fatale nel viaggio in Bulgaria: muore neonata di 5 mesi, grave la mamma

Il padre Mehmet gestisce da otto anni un kebap a San Giorgio in Bosco. In auto c’erano anche il figlio di 2 anni e la moglie, ora in rianimazione

SAN GIORGIO IN BOSCO. Era bellissima, aveva da poco iniziato a sorridere a mamma e papà, un mese fa il battesimo. Ha trovato la morte in un incidente stradale lungo una tangenziale in Bulgaria, a 1.500 chilometri da casa, fra le due terre dove erano nati i suoi genitori.

NATA LO SCORSO MAGGIO

Non aveva neppure cinque mesi Saliha Mavigok, nata il 25 maggio di quest’anno a Cittadella. Di lei erano innamorati mamma Georgiana Stefan, 28 anni, e papà Mehmet Mavigok, 44enne, titolare del kebap di San Giorgio in Bosco, lungo la Sp 47 Valsugana. Lei originaria della Romania, lui della Turchia. Hanno costruito il loro nido d’amore nell’Alta Padovana, hanno messo su casa proprio sopra l’attività di Mehmet.

Una donna e un uomo pieni di energia e di desiderio di futuro: nel 2019 è nato all’ombra delle mura cittadellesi il loro primo figlio, David, poi è arrivato il matrimonio a luglio, celebrato in municipio a Villa Bembo. Poco prima dell’estate è arrivata la piccola Saliha, il cui nome significa “virtuosa”.

L’INCIDENTE DIECI GIORNI FA

La dinamica della tragedia: la famiglia il 13 ottobre scorso si trovava all’estero, a bordo di un suv Mercedes. I quattro stavano viaggiando fra la Romania e la Turchia, lungo la tangenziale di Elhovo, in territorio bulgaro. Stavano procedendo dal valico di frontiera di Lesovo – a sud del Paese – in direzione di Yambol, verso nord. L’incidente – come riporta il portale dell’emittente bTV News – si è verificato poco dopo le 8 di mattina. Il conducente di un tir (un sessantenne turco) ha invaso la loro corsia all’improvviso, tagliando la strada. L’impatto è stato devastante: la vettura è stata distrutta in tutta la parte anteriore.

ANCHE LA MADRE È GRAVE

Saliha è morta, la madre ha subito un politrauma, David un trauma cerebrale, solo qualche contusione per il padre. È scattato l’allarme, i due feriti più gravi sono stati assegnati all’ospedale di Silven, dal momento che il reparto di chirurgia della struttura sanitaria regionale di Yambol è stato chiuso per mancanza di medici.

Il tratto di strada è rimasto chiuso per più di sei ore. Il dramma si è consumato su un asfalto segnato dalla morte: lungo la Elhovo-Lesovo lo scorso anno un altro grave incidente, in uno schianto fra un camion e un autobus morirono tre persone, sedici i feriti. I test di alcol e droga di entrambi i conducenti sono risultati negativi. La Corte distrettuale di Yambol ha posto il camionista in custodia cautelare permanente: la legge bulgara prevede fino a 15 anni di carcere per questo tipo di reato.

È stata chiesa la misura più severa, temendo la fuga dell’autista. La difesa dell’uomo avrebbe spiegato che la manovra era necessaria per evitare un altro frontale. A 48 ore dall’incidente, mamma e figlio erano stabili, ma in grave pericolo di vita. Gli ultimi aggiornamenti di salute sono incoraggianti: David si sta riprendendo, e sta bene, mentre la giovane mamma è ancora ricoverata in rianimazione.

Pubblicato su Il Mattino di Padova