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Donna travolta e uccisa all’alba da un Suv Il conducente ubriaco finisce in carcere

Vittima una 68enne originaria di Isola Capo Rizzuto. L’alcoltest inchioda Luca Pavera, 21 anni, accusato di omicidio stradale

Una vita spezzata e una segnata per sempre. Una donna di 68 anni sotto un lenzuolo bianco e un ragazzo di 21 che viene tirato fuori dal suo Suv e portato in carcere con l’accusa di omicidio stradale. Non è ancora sorto il sole quando sul lungargine Sebastiano Ziani, di fronte al ponte Quattro Martiri, l’incrocio di due storie provenienti da direzioni opposte confluisce in una tragedia.

IL FATTO

Anna Maria Stillitano, 68 anni, originaria di Isola Capo Rizzuto, è appena uscita da casa della figlia che abita in via Guizza. La donna si è alzata presto, è diretta sull’argine per una passeggiata. Deve attraversare il lungargine ma non riuscirà a farlo perché in quel momento su di lei arriva un suv Bmw guidato da Luca Pavera, 21 anni. Il ragazzo è insieme a un amico, sta rientrando a casa, abita fra la Guizza e Voltabarozzo. Ha trascorso la serata in giro, ha bevuto e non avrebbe dovuto farlo, è stanco, probabilmente neanche la vede mentre gli attraversa davanti, subito dopo la svolta a destra. La donna viene falciata e trascinata giù dall’argine dove finisce la sua corsa anche l’auto. Pavera e il suo amico rimediano solo qualche botta. Sono le 6 del mattino, il primo che passa e si accorge dell’auto finita fuori strada lancia l’allarme. Arriva l’ambulanza del Suem, arriva la prima pattuglia della Polizia stradale. Per Anna Maria Stillitano non c’è niente da fare. La donna è già morta, i medici devono soltanto certificare il decesso. L’impatto con il suv è stato terribile.

L’ARRESTO

Luca Pavera è sotto shock. La Polstrada, come s’impone in questi casi, lo sottopone immediatamente all’alcoltest. Il ragazzo è un neopatentato, non dovrebbe aver bevuto e invece dal test emergerebbe che ha un tasso doppio rispetto a quello che sarebbe consentito. Quando sorge il sole la sua vita è già cambiata: la Polstrada gli contesta il reato di omicidio stradale aggravato dallo stato di ebbrezza, legge del 2016. Poco dopo per lui si aprono le porte del carcere.

I PROTAGONISTI

Anna Maria Stillitano, originaria della provincia di Crotone, all’anagrafe risulta essere residente in città in via Monte Cero. Ma da un po’ di tempo non vive più lì. Ha due figlie e ultimamente è andata a vivere con una di loro in via Guizza. Tocca alla polizia il difficile compito di avvisare le due congiunte, devastate dalla terribile notizia. E sempre la polstrada comunica alla famiglia Pavera il guaio in cui si è cacciato Luca. La famiglia è piuttosto nota in città, il padre del ragazzo è titolare di un’impresa che lavora nel settore edile. Nell’aprile del 2014 dei Pavera si erano occupate le cronache, ma in quel caso la famiglia stava dalla parte delle vittime. Una notte, infatti, loro - così come i vicini di casa di via Del Cristo - erano stati addormentati dai ladri e derubati. Si erano svegliati con senso di stordimento e mal di gola, anche il loro cane era stato narcotizzato e non aveva abbaiato. In quel caso la faccenda si era chiusa con un po’ di angoscia ma danni limitati, visto che il bottino era stato di poche decine di euro. Stavolta le cronache devono dar conto di un fatto ben più grave, che lascerà un segno indelebile. —

Pubblicato su Il Mattino di Padova