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Schianto mortale in tangenziale a Padova, il dramma della famiglia Cusin: 14 anni fa morì anche il fratello di Giorgio, rapinato e ucciso

Al Parco delle Farfalle l’uccisione del fratello. Giuseppe, liceale di 20 anni, venne ammazzato da due serbi. Il delitto commesso 14 anni fa, il 2 settembre del 2007.  Nel giro di poche ore la notizia della morte di Giorgio Cusin ha fatto il giro della città. Tanti gli amici che hanno voluto manifestare il loro dolore e il cordoglio alla famiglia

PADOVA. C’è un tragico destino che colpisce la famiglia Cusin. Ieri la morte di Giorgio, 14 anni fa quella del fratello Giuseppe. Aveva appena 20 anni, Giuseppe, quando la notte tra il 2 e il 3 settembre del 2007, venne accoltellato da due giovani di origine serba con un fendente alla gola e poi finito con altri colpi al fianco, al viso, al collo e al ventre, nel Parco delle Farfalle di Mortise.

A finirlo a colpi di coltello, 63 coltellate contò l’anatomopatologo, furono l’allora diciottenne Aleksandar Stefanovic e il connazionale Dejan Todorovic, di un anno più vecchio. I due furono accusati di duplice omicidio volontario a scopo di rapina. Quella sera attirarono in un agguato Giuseppe e lo fecero fuori. Stefanovic è stato condannato a 25 anni di reclusione; Todorovic, complice che ha collaborato con gli inquirenti nella ricostruzione dei fatti, a 15 anni di reclusione.

Giuseppe Cusin, studente al liceo Cornaro aveva incontrato i due serbi in una sagra nel quartiere di Mortise. Nello zainetto aveva un pacchetto di soldi. Soldi per cui è stato così barbaramente ucciso. La morte del ragazzo aveva sconvolto la città quel settembre del 2007 e lasciato i genitori Bianca ed Edoardo insieme al fratello Giorgio, allora 17enne, nello sconforto più totale.

Oggi i due genitori si trovano a fare i conti con un’altra tragedia. Un’incidente stradale che ha tolto loro anche l’altro figlio.

Ieri nel giro di poche ore la notizia ha fatto il giro della città. Tanti gli amici che hanno voluto manifestare il loro dolore e il cordoglio alla famiglia. «Oltre che un amico era una delle personalità più di rilievo nello skateboarding padovano.

Al Trib, ovvero piazza Zanellato alla Stanga, lo conoscono tutti», racconta Giulio. E in effetti basta guardare il suo profilo Facebook per capire che lo skatebord era una grande passione del 31enne.

Nel 2013 aveva avuto insieme ad un amico qualche problema quando era stato scoperto in zona Stanga a tarda ora a spostare alcuni “new jersey” di un cantiere, usati dagli skaters per fare i loro salti. Il gesto gli era costato un processo per direttissima nonostante il gesto fosse stato poco più di una bravata e nonostante avesse la fedina penale più che pulita: c’era stata, a suo sostegno, l’insurrezione del popolo degli skaters.

«Abbiamo cominciato a fare skate insieme in prima superiore, a 15 anni. Recentemente siamo andati anche in Austria per un contest. Era bravissimo», continua a raccontare Giulio, «Quando ci incontravamo parlavamo sempre di questa nostra passione. So però che lui ha lavorato per un periodo in una fabbrica svedese qua a Padova, faceva turni anche di notte, poi si era stancato. Ultimamente doveva essere andato a lavorare per un’azienda di proprietà degli zii. Era un ragazzo simpatico, buonissimo, un numero uno. Gli volevamo tutti bene». Giorgio aveva vissuto anche a Stra per qualche mese. 

Pubblicato su Il Mattino di Padova