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Macellaio morto nell’incendio scatenato dal phon, aperta un’inchiesta

La tragedia a Curtarolo. Omicidio e danneggiamenti colposi a carico di ignoti i reati ipotizzati: lunedì l’autopsia sul corpo di Alessandro Paronitti

CURTAROLO. Aperta un’inchiesta per l’incendio costato la vita al 37enne Alessandro Paronitti da parte del pm Giorgio Falcone. L’ipotesi di reato è omicidio colposo e danneggiamento colposo a carico di ignoti. Un escamotage per rendere possibile l’autopsia sul corpo della vittima affidata al medico legale Antonello Cirnelli: l’esame è previsto lunedì.

L’obiettivo? Capire come sia spirato l’uomo e in questo modo cercare di avere ulteriori tasselli per ricostruire la dinamica della tragedia. Una tragedia forse provocata da un banale incidente domestico, un phon lasciato acceso sul divano che probabilmente si è surriscaldato e in pochi minuti ha innescato il focolaio.

Alessandro Paronitti viveva da solo in un appartamento a Pieve di Curtarolo, in via Monte Cengio 26, una laterale della Provinciale Valsugana. Quando verso le 9 di giovedì mattina i vigili del fuoco sono entrati nell’abitazione piena di fumo, il 37enne era disteso a terra, vestito, in una stanza vicina a quella in cui si trovava il divano in fiamme. È stato trascinato in giardino dove sono iniziate le manovre rianimatorie da parte del Suem, ma era già in arresto cardiaco e non c’è stato nulla da fare.

È probabile che sia morto per asfissia ma sarà l’autopsia a confermarlo o meno. Perché è stato acceso quel phon? Forse per scaldarsi, forse è stato dimenticato dopo l’uso: probabilmente ulteriori accertamenti e rilievi aiuteranno a ricostruire quello che è avvenuto. Le fiamme si sono concentrate nella camera dove si trovava il divano. E letali potrebbero essere state le esalazioni prodotte dal fuoco.

Anche giovedì mattina Alessandro era atteso al lavoro nella macelleria di Limena che si chiama “la Bottega della carne”. Intorno alle 8 la fidanzata lo aveva cercato per il consueto «buongiorno» ma lui non aveva risposto né alle chiamate né ai messaggi. Così da Limena, preoccupata, era andata a cercarlo a casa: aveva aperto la porta sul retro ed è stata investita dal fumo. Tutto era nero di fronte a lei.

Immediata la chiamata ai vigili del fuoco e al Suem. Purtroppo invano.

Pubblicato su Il Mattino di Padova