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Quindicenne trovato morto nel fiume a Padova, si indaga per cyber bullismo

Ahmed, la verità nei supporti informatici. Doppio incarico affidato dal pm Girlando: al consulente tecnico Nicotera e al medico legale Porzionato

PADOVA. Forse è stato vittima di “bullismo online” Ahmed Jouider, il 15enne scomparso nella serata di giovedì scorso e trovato senza vita nel fiume Brenta? La verità potrebbe stare tutta nel cellulare e in un supporto informatico del ragazzino sequestrati nella sua abitazione a Mortise.

Verità “nascosta” in rete

Ecco perchè il pm Andrea Girlando, titolare dell’inchiesta per istigazione al suicidio (un fascicolo senza indagati) ritiene un passo fondamentale la consulenza affidata oggi al perito informatico Luigi Nicotera incaricato di “leggere” o decifrare messaggi, chat e vocali inseriti nel telefonino dal ragazzino negli ultimi giorni e, soprattutto, nelle ultime ore di vita. Non solo.

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Sempre analizzando lo smartphone e l’altro supporto c’è da capire se Ahmed abbia avuto accesso a siti o giochi particolari che – magari manipolati da qualcuno – potrebbero avergli fatto credere di essere minacciato oppure averlo convinto a gesti estremi. Insomma si indaga per verificare se, dietro alla strana morte del 15enne, ci sia (o possa essere) una sorta di “bullismo” in rete, una possibile spiegazione per giustificare la morte di un giovane diviso fra scuola, famiglia, amici del Patronato e l’amore per una coetanea. Un amore finito suo malgrado. Già perché in un messaggio vocale all’ex fidanzatina (la storia si era chiusa qualche mese fa), Ahmed le aveva rinnovato il suo sentimento. E pure la delusione d’amore potrebbe essere un elemento da non trascurare.

L’ultima sera e quei vocali

«Ahmed non si sarebbe mai ucciso. È stato spinto a farlo da qualcuno» grida disperata la mamma Latifa dal suo appartamento in via Luigi Rizzo, a Mortise. Giovedì sera Ahmed, studente al secondo anno dell’istituto Bernardi che frequentava con profitto, era uscito di casa dopo aver giocato alla playstation. Alle 21.30 aveva dato un bacio alla sorella maggiore Hiba e un abbraccio alla mamma, salutandole con inusuale affetto. Era salito in sella alla bicicletta ed era sparito.

L’AUDIO «Esco, ho questioni in sospeso e so che morirò»

La mamma gli aveva mandato un messaggio rimasto senza risposta. Poi qualche chiamata, sempre muta. La sorella gli aveva telefonato da un numero sconosciuto: «Dove sei?» E lui: «Sono alla Chiesa del Cristo Re». Una risposta tranquillizzante perché era il punto di incontro della compagnia di coetanei. Ma lì giovedì sera non è mai arrivato. A mezzanotte, dopo una serie di messaggi via whatsapp e vocali con l’ex fidanzatina, Ahmed spegne il cellulare che sarà ritrovato da un passante sulla passerella pedonale tra Torre di Cadoneghe e Mortise. Martedì mattina il corpo sarà ritrovato nel Brenta vicino al punto in cui sarebbe caduto dalla passerella: un fatto singolare, vista la corrente del fiume. Certo potrebbe essersi impigliato, ma il corpo non presentava ferite.

Restano quei vocali un po’ inquietanti. «Ora devo uscire, ho questioni in sospeso con alcune persone, penso che morirò, penso di sì o se non muoio avrò delle ferite gravi ma penso che morirò... volevo dirti che ti amo ma... tanto... Tu non capisci secondo me, non mi dilungo perché non voglio essere sdolcinato, anzi non me ne frega perché tanto non mi cambia niente... ti dico solo questo...». Non è l’unico vocale inviato alla coetanea: ce ne sono altri e, mano a mano che parla, Ahmed appare cupo e depresso.

Aveva davvero appuntamento con qualcuno, magari online, o era solo un modo per attirare l’attenzione di una ragazzina? Ancora: era in crisi per una delusione amorosa o c’è dell’altro?

L’autopsia

Fondamentale è un altro incarico che sempre oggi sarà affidato dal pm Girlando al professor Andrea Porzionato dell’Università: il medico legale dovrà eseguire l’autopsia. L’esame esterno del corpo ha escluso qualsiasi tipo di violenza fisica sul ragazzino e l’azione di “terzi”; nessun segno di aghi.

E il fatto che nello stesso punto del fiume Brenta, il 20 settembre 2021, sia stato ripescato anche il 17enne Henry Amadasun, morte archiviata come suicidio? Un caso.

Pubblicato su Il Mattino di Padova