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Cittadella, l’ultimo atto d’amore di Paola Zonta: la sua famiglia ha donato gli organi

I genitori hanno autorizzato l’espianto di organi sulla 20enne morta nell’incidente. Mercoledì alle 15.30 il funerale al campo sportivo di Santa Maria di Cittadella

CITTADELLA. Paola Zonta continuerà a vivere in altre persone, la famiglia della ventenne cittadellese – morta venerdì in un incidente stradale – ha dato il consenso all’espianto degli organi.

Tanti amici si stringeranno alla famiglia mercoledì alle 15.30: il funerale – per consentire un grande abbraccio collettivo – sarà celebrato nel campo sportivo della frazione di Santa Maria dove la giovanissima vittima della strada è stata protagonista per anni del Grest e di moltissimi eventi di animazione dei bambini della parrocchia.

In questo modo una comunità intera cercherà di esprimere il proprio grazie a Paola, a lei che si definiva «cuore sensibile, anima fragile», e che era sempre generosa, aperta, disponibile, una delle anime della sagra paesana. In tanti hanno impresso il suo sorriso, la sua domanda di vita, la sua passione altruista.

Venerdì scorso si doveva trovare con delle amiche, aveva appena prenotato le vacanze, poco prima era passata dalla parrucchiera a prenotare un regalo a sorpresa per la mamma in vista della festa di domenica. Erano i suoi slanci, la sua continua capacità di costruire gesti, di voler bene. Era una ragazza di vent’anni che aveva voglia di futuro. E che prendeva posizione, chiedeva gentilezza, non sopportava le aggressioni e i bullismi, voleva un mondo più educato. Amava condividere perle di saggezza, frasi dolci, carezze al cuore. Si fotografava, si riprendeva: il suo volto in primo piano, i suoi capelli ricci, la musica, il bianco e nero per dare interpretazione artistica al suo volto.

L’8 marzo aveva scritto: «Alle donne forti, che ogni giorno combattono tutti i piccoli e grandi ostacoli della vita. Alle donne deboli, che riescono a trovare la forza dentro di loro per sistemare quel che non va». Si riconosceva nella canzone di Celentano «l’emozione non ha voce» e considerava il suo cuore come quello di un colibrì, puro e altruista, unito allo spirito di una leonessa. Una vita spezzata in pochi istanti.

Il nulla osta alla sepoltura è arrivato lunedì: la Procura di Padova non ha disposto l’autopsia, ma ha aperto – come da prassi – un fascicolo per il reato di omicidio stradale. Non c’è nessuno iscritto nel registro degli indagati.

A piangere la giovane – in questi giorni strazianti – è soprattutto la comunità di Santa Maria: Paola viveva in via Case Bianche con mamma Antonia e papà Giorgio. Restano le angoscianti domande sulle cause dello schianto fatale: Paola ha perso il controllo della sua Fiat Punto ed è andata ad impattare in maniera devastante contro un camion Iveco che sopraggiungeva dal senso di marcia opposto. Non c’è stato nulla fare. Il dramma si è consumato lungo la provinciale 22 “Commerciale” ad Abbazia Pisani.

Pubblicato su Il Mattino di Padova