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Giornalisti: è morto Antonio Spadaccino, caporedattore al Corriere del Veneto

Veronese, 60 anni, era malato da tempo ma ha lavorato con passione fino all’ultimo. Lascia una figlia e la moglie

VERONA. Lutto nel mondo del giornalismo veneto. E' morto oggi, giovedì 12 maggio, Antonio Spadaccino, caporedattore al “Corriere del Veneto”, testata in cui lavorava fin dalla fondazione, nel 2002. Aveva 60 anni.

Veronese, grande conoscitore e amante del calcio, Spadaccino aveva collaborato anche con l'Ansa, seguendo dagli inizi l'avventura in serie A del Chievo, sua squadra del cuore, e del quartiere in cui era nato.

In quegli anni scriveva per 'L'Arena'. Era stato lui a firmare lo scoop su 'Eriberto', il brasiliano che con Manfredini formava la coppia di frecce sugli esterni nella squadra di Delneri. Il giocatore aveva però 'ritoccato' la carta d'identità al suo arrivo in Italia: si chiamava infatti 'Luciano' Siquieira de Oloiveira, non aveva 23, anni, ma 26.

Ironico, preparatissimo, dotato di una scrittura che gli permetteva di passare con disinvoltura dallo sport, alla cronaca, alla politica, Antonio era molto apprezzato dai colleghi, per il suo sorriso e la sorta di 'leggerezza' positiva con cui sapeva affrontare ogni situazione professionale.

Malato da tempo, aveva lavorato fino all'ultimo, alternando le cure in ospedale alle riunioni di redazione. Lascia una figlia e la moglie. 

Alla famiglia e ai colleghi del Corriere del Veneto le condoglianze dei giornalisti delle redazioni delle testate del gruppo GEDI del Veneto. 

Lo ricorda con una nota anche il presidente della Regione Luca Zaia: “Con la scomparsa di Antonio Spadaccino il giornalismo perde non soltanto una grande firma ma anche una persona preparata e stimata. Il suo sguardo, che dal calcio aveva saputo allargarsi con disinvoltura alla cronaca e alla politica, era la sua firma e dovrebbe rappresentare un esempio per tutti coloro che vogliono intraprendere la professione di giornalista”.

Pubblicato su Il Mattino di Padova