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Esce di strada con la moto nuova a Rovigo. Muore ex mondiale di pattinaggio

Riccardo Passarotto, 26 anni, di Rovigo aveva gareggiato anche con i “Pattinatori Spinea”

ROVIGO. Lo schianto in moto dopo la palestra, la corsa disperata in ospedale e, infine, l’epilogo che nessuno avrebbe voluto sentire. L’ex campione mondiale di pattinaggio in linea Riccardo Passarotto, 26 anni, di Rovigo, è morto in un incidente stradale mercoledì sera nella frazione rodigina di Buso. Stava tornando a casa sulla sua Ducati 1098, quando ha perso il controllo ed è finito contro una centralina dell’Enel.

«È con questo sorriso che sei entrato nel nostro cuore gialloblu e per sempre ci rimarrai. Vola in alto Ricky», scrivono sul profilo Facebook i Pattinatori Spinea, società in cui l’atleta aveva militato.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli operatori del Suem 118, che lo hanno trasportato d’urgenza in ospedale, dove però è deceduto poco dopo. I rilievi sono stati affidati alla Polizia stradale, anche se non ci sono dubbi sulla dinamica. Quanto alle cause, c’è il sospetto che possa aver fatto un errore di valutazione, visto che la moto ce l’aveva solo da qualche giorno. Ma c’è anche l’ipotesi del malore improvviso.

Quel che è certo, è che Riccardo era conosciuto e amato. In primo luogo per i suoi trascorsi agonistici nelle fila dello Skating Club Rovigo, la società di pattinaggio in linea nella quale era cresciuto, raggiungendo successi di primo piano, come il titolo mondiale conquistato a Taiwan nel 100 metri, nel 2015, ma anche tanti altri ori italiani ed europei. Successi erano arrivati anche con la società di pattinaggio di Spinea (Venezia).

«È un grande vuoto e un grande dolore per la società» commenta Federico Saccardin, presidente del club di pattinaggio rodigino. «Abbiamo seguito la sua evoluzione, da ragazzino fino alla maturazione di campione del mondo. È una perdita che mi colpisce anche sul piano personale, un sentimento di affetto che tutti provavano nei suoi confronti ed il suo riavvicinamento negli ultimi tempi è stato un segno di legame per tutti noi. Alla famiglia, alla mamma Giliola, e alla fidanzata Giulia, le nostre più sentite condoglianze.

In questi ultimi anni Riccardo Passarotto si era innamorato del body building, anche in questo caso raggiungendo livelli elevati, che lo avevano portato a cimentarsi anche nelle competizioni. Tenacia, dedizione, spirito di sacrificio. Queste sono le qualità che gli avevano sempre consentito di primeggiare nello sport.

Qualche anno fa gli avevano chiesto cosa fosse per lui il pattinaggio. La risposta è conservata dai suoi allenatori, in una intervista che ieri è spuntata tra le decine di ricordi.

«Descrivere cos’è il pattinaggio per me è difficile» aveva risposto Riccardo. «Sicuramente lo capirò quando smetterò di correre, ma per ora posso assicurare che è una montagna di emozioni messe assieme: grinta, determinazione, gioie, felicità, obiettivi, accompagnate da delusioni, aspettative, fallimenti, traguardi raggiunti, traguardi da raggiungere. E anche rabbia in certi momenti, ma tutti questi ultimi, comunque fondamentali per raggiungere la cosa più importante: vincere». 

Pubblicato su Il Mattino di Padova