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Dramma a Mira, donna di 72 anni dimessa dall’ospedale muore dopo pochi giorni: tre medici indagati, due sono padovani

Maria Patron è stata visitata al Pronto soccorso di Mirano e poi operata a Dolo: disposta l’autopsia. L’Usl 3: a disposizione come sempre per ogni necessaria verifica sull'operato dei medici coinvolti

MIRA. Era stata accompagnata al Pronto Soccorso di Mirano in preda a forti dolori addominali e vomito, ma l’avevano dimessa. «Solo un banale mal di pancia» l’avevano rassicurata. Quando però, due giorni dopo, l’ha vista un chirurgo dell’ospedale di Dolo, Maria Patron, mirese di 72 anni, è stata operata d’urgenza ma alla fine non ce l’ha fatta.

Dopo l’esposto presentato dal figlio, che si è rivolto a Studio3A, la Procura di Venezia ha aperto un procedimento penale per l’ipotesi di reato di omicidio colposo in ambito sanitario per fare luce sul decesso.

Iscritti nel registro degli indagati tre medici dell’Usl 3 Serenissima (una mirese e due padovani) che hanno avuto in cura l’anziana. Atto anche anche dovuto per consentire loro di nominare consulenti di parte negli accertamenti irripetibili. Disposta l’autopsia sulla salma, che sarà fondamentale per dare delle risposte.

Maria Patron, a parte qualche acciacco dell’età, godeva di buona salute, ma il 22 giugno ha iniziato ad accusare forti dolori addominali, con gonfiore alla pancia e ripetuti episodi di vomito di materiale scuro. Il figlio l’ha condotta dal medico di base che ha consigliato di portarla subito al pronto soccorso per approfondimenti.

Alle 14 dello stesso giorno la signora Patron è stata accompagnata dal figlio al Pronto Soccorso di Mirano dove, non ritenendo grave il suo quadro clinico, le hanno assegnato un codice non urgente facendola attendere in sala d’aspetto. Finalmente, all’una di notte dell’indomani, 23 giugno, la settantaduenne è stata presa in carico dai sanitari e sottoposta ai vari esami, ma alle 14 è stata dimessa e rimandata a casa.

Sta di fatto che la situazione non è migliorata, anzi, il vomito è diventato incontrollabile, così nella mattinata di sabato 25 giugno il figlio ha chiamato il 118 e la madre è stata trasportata in ambulanza in ospedale, stavolta a Dolo. Qui la signora, dopo essere passata al Pronto Soccorso, è stata ricoverata in Chirurgia e alle 14 il primario ha chiamato il figlio avvertendolo che la madre era in pericolo di vita e bisognava intervenire immediatamente.

La donna nel frattempo aveva sviluppato una seria infezione che, unita allo stress dei giorni passati, all’indebolimento generale legato al vomito e all’operazione, ne ha ulteriormente aggravato il quadro clinico, determinando scompensi cardiaci e la compromissione delle funzioni polmonari e renali. E il 29 giugno la donna è spirata.

«La Direzione degli ospedali di Dolo e di Mirano» si legge in una nota dell’Usl 3 «mentre partecipano al lutto dei familiari, sono a disposizione per ogni necessaria verifica sull'operato dei medici coinvolti, come avviene in ogni situazione in cui occorre accertare la piena rispondenza ai protocolli e la correttezza dell'assistenza e delle cure fornite».

Pubblicato su Il Mattino di Padova