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Ai nastri di partenza non c’è la Top Girls

La squadra di Lucio Rigato è tornata in Italia senza partecipare alla settima prova di Coppa del Mondo

SANTA MARIA DI SALA. Un dolore troppo grande per correre. Ieri, infatti, la Top Girls Fassa Bortolo, in segno di lutto, non ha preso parte allo Sparkassen Giro, la corsa internazionale valevole per la Coppa del Mondo.

Dopo un viaggio aereo, all’ospedale di Ingolstadt ieri si sono recati anche i genitori di Chiara e il presidente della Top Girls Fassa Bortolo, Lucio Rigato. «Oggi si deciderà se autorizzare l’autopsia», spiega il presidente; anche se, va detto, nel caso di decesso improvviso di sportivi l’esame autoptico è una prassi consolidata. Anche perchè, in caso di eventuali malformazione congenite, l’esito dell’esame può essere utile agli stessi parenti. «In ogni caso non sappiamo quando verrà eventualmente effettuata. Siamo tutti distrutti», ha proseguito Rigato, «la notizia ci ha colto di sorpresa. Tanto la squadra che il personale al seguito sono sotto choc». Ieri, come detto, la Top Girls Fassa Bortolo, in segno di lutto, non ha preso parte allo Sparkassen Giro, la corsa internazionale valevole per la Coppa del Mondo. I genitori in una settimana sono passati dalla gioia per la chiamata del commissario tecnico della nazionale italiana Edoardo Salvoldi, che avrebbe permesso a Chiara Pierobon di coronare il sogno di partecipare ai campionati europei su strada in Estonia con la maglia azzurra, al dolore più grande. La 22enne di Santa Maria di Sala già lo scorso anno aveva ottenuto le attenzioni del commissario tecnico, ma ai mondiali aveva partecipato solo come riserva. Questa volta invece si sarebbe schierata sulla linea di partenza. «Fra non pochi disagi i genitori hanno raggiunto Ingolstadt solo alle 1.30 di notte», spiega il presidente della società, Rigato. «Subito hanno voluto vedere la figlia e raccogliersi nel loro dolore. Poi siamo andati tutti a dormire assieme nell’alloggio che ci ha trovato la Croce Rossa tedesca. Tutti hanno dimostrato grande sensibilità nei nostri confronti a tal punto da mettere a disposizione una psicologa per ciascuna componente della squadra fino alle 2 di notte». Messaggi di cordoglio alla famiglia Pierobon, intanto, sono pervenuti da tutta Italia. Il mondo del ciclismo ha vissuto con grande dolore la tragedia della 22enne, anche i vertici della federazione hanno manifestato la propria vicinanza alla famiglia. Un cordoglio che è partito da molte corse che si sono svolte ieri.

Il 20° Giro della provincia di Pordenone, gara nazionale per donne junior ed elite, ieri si è aperto a Valvasone con il minuto di raccoglimento in memoria di Chiara. Sempre alla ciclista scomparsa è stata dedicata la vittoria da parte di Martina Alzini, velocista della Gauss e della nazionale italiana juniores, che a Pordenone ha tagliato il traguardo per prima. In tutto il circuito Chiara era molto conosciuta, e anche le abituali rivali non hanno potuto che testimoniare il loro dolore per la scomparsa della ciclista veneziana.

Pubblicato su Il Mattino di Padova