A marzo il dramma di Andrea

Morto in sauna per un malore. Il papà Giorgio: «Bisogna reagire»

CINTO. «Se potessi incontrare i genitori di Chiara li abbraccerei, e direi loro di reagire subito. Come stiamo facendo noi, anche se è difficile». Sono le parole di Giorgio Carolo, il padre di Andrea, il ciclista veneziano morto per un malore il 23 marzo scorso, all’età di 21 anni. Il ricordo di quello che accadde nella sauna del centro sportivo Arhena 5 di Portogruaro quel giorno è ancora vivo. L'inchiesta, portata avanti dalla Procura di Pordenone, non ha ancora prodotto risultati. I risultati dell'autopsia non sono stati trasmessi alla magistratura. «Su questo aspetto», spiega ancora Giorgio Carolo, «non so cosa dire e non voglio pensarci. In questo periodo sto lavorando come cuoco, semmai me ne occuperò da ottobre in poi». Andrea Carolo era una promessa del ciclismo. Dopo una giornata di allenamenti sulle montagne di Caneva (Pordenone), Carolo con un amico era andato all'Arhena 5 di Portogruaro per rilassarsi in sauna. E' morto nella vasca. Era tesserato per la Cycling Team Friuli. Andrea fu colto da un malore, oggi ancora inspiegabile. Ha lasciato nel dolore i genitori, una sorella e due fratelli, oltre alla fidanzata. «Con la tragedia di Chiara», aggiunge Giorgio Carolo «ho rivissuto il mio dolore. Mi sono confidato subito con mia moglie. Non conosco i genitori di Chiara, ma vorrei farmi vivo con loro. Mi auguro abbiano la forza di reagire per affrontare questo dolore immenso. So, purtroppo, cosa stanno attraversando».

Rosario Padovano

Pubblicato su Il Mattino di Padova