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Gli diagnosticano i calcoli, muore di ictus

Dolori allo stomaco, per tre volte ricoverato e dimesso dall’ospedale: poi va al Sant’Antonio, viene operato ma non ce la fa

Ha chiesto aiuto a due ospedali per quel mal di stomaco che lo affliggeva parecchio. Alla fine è morto per una emorragia cerebrale e ora, dopo una denuncia della moglie è stata aperta un’inchiesta per una presunta responsabilità medico professionale. Per ora non c’è nessun indagato, ma la procura ha aperto un’inchiesta, sequestrato le cartelle cliniche e fatto eseguire l’autopsia. Se ci sono state negligenze, emergeranno. Il medico legale Dario Raniero dell’Istituto di medicina legale di Verona dovrà riferire al pubblico ministero Sergio Dini se ci possano essere responsabilità mediche per la morte di Francesco Franceschi, 45 anni, che risiedeva in città in via Sette Martiri 166. La sua morte pare essere un giallo.

Questa tragica storia inizia nel gennaio scorso quando Franceschi si rivolge al pronto soccorso dell’Ospedale civile per un mal di stomaco che non dà tregua. Gli viene diagnosticato un reflusso gastrico, dalle analisi pare non emerga nulla di particolare. Nelle settimane successive l’uomo torna all’ospedale in altre due occasioni (nella seconda resta ricoverato parecchi giorni), ma viene sempre dimesso, non emerge nulla di preoccupante. Pare che la situazione migliori, Francesco sta benino. Ma la situazione precipita verso maggio, si manifestano sempre gli stessi dolori ma questa volta l’uomo, in accordo con la moglie, cambia ospedale e va al Sant’Antonio. Magari cambiando medici la situazione viene analizzata da zero.

Con altri accertamenti spuntano dei calcoli alla colecisti che però non spiegherebbero quei dolori e una situazione che pian piano precipita. Viene operato per questo e tutto va bene. Ma viene colpito da febbre alta poche ore dopo, pare per una pancreatite. Inizia una cura antibiotica e poi, in extremis, viene operato. La situazione è grave e Franceschi muore al Sant’Antonio il 23 luglio scorso. Il certificato di morte parla di una “emoraggia cerebrale profonda”.

Forse potrebbe essere stato colpito da un virus, ma pare soltanto una ipotesi. La moglie non riesce a capacitarsi perché tutti questi problemi, pare anche al pancreas, non siano emersi durante le prime visite, i primi controlli effettuato all’ospedale civile. C’era già un quadro clinico così complicato verso l’inizio dell’anno e non è stato scoperto visto le tre dimissioni? O la situazione si è complicata diventando insanabile dopo l’intervento al Sant’Antonio? Se lo chiede la sua famiglia che vuole che sia accertato se Francesco si poteva salvare.

Forse si potevano eseguire prima accertamenti fatti solo poche settimane prima, quando ormai era difficile intervenire. Alcuni segnali di malessere forniti da Franceschi potrebbero essere stati sottovalutati dal personale medico che in qualche caso l’ha curato con tachipirina e qualche analgesico generale. La procura potrebbe affidare gli accertamenti a un consulente per valutare la correttezza delle terapie e degli esami svolti. Nel frattempo si è in attesa degli accertamenti che emergeranno dall’autopsia, eseguita venerdì scorso. Sono stati fatti anche dei prelievi e gli esiti completi si avranno tra qualche settimana. Nel frattempo sabato scorso nella chiesa di Brusegana si è celebrato il funerale di Franceschi che ha lasciato nel dolore la moglie e i figli.

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Pubblicato su Il Mattino di Padova