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Sconvolto da un un’overdose di ormoni

È un’ipotesi investigativa per spiegare il comportamento di Mauro Guerra negli ultimi giorni di vita: disposta una perizia

SANT’URBANO. Una cura intensiva a base di ormoni per rimettersi in forma, per tonificare i muscoli ed eliminare il grasso. In sole tre settimane Mauro Guerra era riuscito a ridare volume a bicipiti e pettorali e la circostanza non è sfuggita a un compagno di palestra. Si tratta del giovane che si è preso una sberla senza motivo. È stato lui a riferire ai carabinieri l’anomalia di una forma fisica recuperata troppo in fretta. Alla luce di queste dichiarazioni, diventa quantomai importante l’esito dell’esame tossicologico. Mauro potrebbe aver effettuato una cura intensiva di ormoni: dosi fai-da-te che potrebbero aver acuito gli scompensi psichici già presenti. Per ora è solo un’ipotesi, ma al vaglio degli inquirenti: alcuni ormoni, se assunti in modo massiccio, hanno effetti sullo stato emotivo e mentale di chi li prende. D’altronde il mandato conferito dalla procura al medico legale che ha effettuato l’autopsia sul trentenne, ucciso da un colpo di pistola esploso dal maresciallo comandante la stazione di Sant’Urbano, è molto ampio: oltre a stabilire causa e modalità della morte, l’analisi dei tessuti rivelerà anche se Guerra abbia assunto ormoni o altre sostanze, almeno negli ultimi giorni di vita.

Nel frattempo alla famiglia continuano arrivare attestati di cordoglio per la morte di Mauro, un ragazzo che seppur con le sue intemperanze era benvoluto in paese.

Oggi è una settimana dai tragici fatti. Dopo la consegna in caserma dell’Editto di Satana da parte di Guerra e la denuncia ai carabinieri di una ragazza che con suo padre chiedeva un intervento per fermare le avances del giovane, i carabinieri decidono che sia opportuno il suo ricovero in ospedale. Ma lui non vuole salire in ambulanza. Ad un certo punto fugge e viene inseguito dal brigadiere Stefano Sarto che lo blocca, ma nel tentativo di mettergli le manette viene steso a terra dalla forza di Guerra che inizia a picchiarlo. Arriva il maresciallo Marco Pegoraro che, vedendo il collega in pericolo, spara due colpi in aria e poi uno contro il ragazzo. Lo vuole colpire al braccio, ma non ci riesce, il proiettile entra da un fianco e lo uccide. Pegoraro viene indagato dal pm Fabrizio Suriano per omicidio colposo: codice alla mano il reato viene contestato quando si uccide una persona senza intenzionalità.

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Pubblicato su Il Mattino di Padova