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Oggi l’ultimo saluto a Mauro Inchiesta interna dell’Arma

Sarà valutato il comportamento di ogni carabiniere coinvolto nella disgrazia Il testimone oculare si rivela poco attendibile: Guerra non è stato picchiato

SANT’URBANO. La piccola chiesa di Carmignano difficilmente conterrà le decine di amici e conoscenti che oggi arriveranno nella frazione di Sant’Urbano per l’addio a Mauro Guerra. Il funerale avrà inizio alle 16.30. La salma del giovane giungerà dall’ospedale di Rovigo. La parrocchia si sta attrezzando per dotare il sagrato della chiesa di impianti audio, in modo da permettere a tutti i fedeli presenti di seguire opportunamente la celebrazione funebre. È probabile che gli amici e i parenti di Mauro diano vita a qualche iniziativa dedicata al trentatreenne. Per volere della famiglia, ad esempio, la messa accoglierà canti gioiosi e di speranza. Al termine della celebrazione verrà probabilmente fatta riascoltare la canzone “Gli Angeli” di Vasco Rossi, l’ultima che Mauro aveva postato nella propria pagina Facebook e la stessa proposta al termine della fiaccolata di domenica sera.

Nel frattempo, nell’attesa per gli esami legati all’autopsia, pare scontato che l’Arma dei Carabinieri valuterà il comportamento di ogni singolo carabiniere coinvolto nella morte di Guerra: dal brigadiere che si lancia da solo all’inseguimento del fuggitivo Guerra che non vuole salire in ambulanza a chi resta attardato davanti all’abitazione di Carmignano. Nel frattempo pare diminuire l’attendibilità del testimone oculare che, anche al nostro giornale, aveva assicurato che a sparare era stato il brigadiere ferito e che successivamente i carabinieri avevano picchiato Guerra morente. Su Guerra, prima di procedere all’esame necroscopico è stata eseguita una Tac total body per avere comunque una radiografia del suo corpo prima dell’analisi. I tre consulenti pare concordino sul fatto che non c’è nessun tipo di contusione sul corpo il che farebbe presupporre ad un placcaggio non violento. Come detto a sparare è stata solo la pistola del maresciallo Marco Pegoraro, al quale è stato fatto l’esame dello stub. Quest’ultimo ha sparato su Guerra inginocchiato mentre picchiava il brigadiere, pare a sua volta inginocchiato: la traiettoria del proiettile sarebbe infatti dal basso verso l’alto. Potrebbe aver sparato da più di 50 centimetri di distanza, visto che non ci sono segni di bruciatura nella pelle della vittima, probabilmente da diversi metri. Non è emerso finora nessun Tso regolare. Quello dei carabinieri era un invito a farsi visitare: avevano ravvisato una situazione di emergenza.

Carlo Bellotto

Pubblicato su Il Mattino di Padova