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Al Petruzzelli il Rigoletto di Turturro, 'capolavoro fantastico'

In programma da venerdì 7 giugno alle 20.30

BARI, 28 MAG - Rigoletto di Giuseppe Verdi, per la regia di John Turturro, sarà in programma al teatro Petruzzelli di Bari da venerdì 7 giugno alle 20.30. Il melodramma in tre atti, su libretto di Francesco Maria Piave, tratti dal dramma Le roi s'amuse di Victor Hugo, fu rappresentato per la prima volta al teatro La Fenice di Venezia, l'11 marzo del 1851. "Rigoletto è un capolavoro fantastico - spiega John Turturro negli appunti di regia - e ho tentato di rendere giustizia al materiale privilegiando i dettagli umani, senza tentare di reinventare qualcosa che non esiste o di portare un punto di vista moderno senz'altro scopo che la ricerca della novità; ho preferito invece scandagliare le profondità del dramma". "La musica - evidenzia - è così bella. Posso solo immaginare l'emozione di chi la sente per la prima volta. L'opera è stata composta quando il pubblico era abituato a concentrare la propria attenzione per un tempo più lungo, prima dell'invenzione della tecnologia". "La storia - evidenzia Turturro - si svolge verso la fine del XVI secolo, l'epoca di Cagliostro, della massoneria e dell'occultismo, in un palazzo rinascimentale in rovina. Marco Piemontese ha creato dei costumi che paiono usciti da un'oscura storia gotica. I personaggi sono rappresentati in modo semplice ma non semplicistico, con l'obiettivo di renderli più facilmente identificabili dal pubblico. L'unico colore che appare sempre in primo piano è il rosso che fa il suo ingresso improvviso quando Monterone lancia la sua maledizione, rosso che non a caso viene indossato anche dai due responsabili della morte di Gilda, Maddalena e Sparafucile. I fiori rossi sul vestito di Gilda diventano via via più grandi, man mano che la fanciulla si avvicina al fatale incontro con il suo tragico destino". "Lo scenografo Francesco Frigeri - aggiunge - si è impegnato a ridurre la scena alla sua potente essenza, fatta di pochi elementi che suggeriscono le vite intime dei protagonisti: la nostra idea è quella della sottile decostruzione del mondo realistico, per aiutare i personaggi ad emergere nel modo più umano possibile, lasciando che la storia e la musica si dispieghino, senza aggiunta di orpelli, nel loro pieno potere". "Dirigere Rigoletto - conclude - mi sembrava un nuovo passo molto naturale nella mia educazione, o avventura, musicale italiana. Ho tuttavia ancora molto da imparare". (ANSA).

Pubblicato su Il Mattino di Padova