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Tragico schianto sulla Provinciale 91

Il cinquantenne Severino Nallio finisce contro un platano e muore sul colpo. Anche suo padre fu vittima di un incidente

PIACENZA D’ADIGE. Anche il giorno di Natale ha chiesto il suo tributo di sangue sulle strade. A perdere la vita, giovedì pomeriggio, è stato un cinquantenne di Piacenza d’Adige: Severino Nallio, celibe, è morto in seguito a uno schianto in auto sulla strada provinciale 91. L’incidente è avvenuto alle 13,20 ai confini tra Piacenza d’Adige e Ponso, in località Barchessa, appena fuori dalle Valli Mocenighe. Nallio, che probabilmente era diretto a casa per il pranzo natalizio, stava percorrendo la “Moceniga” in direzione del Polesine: poco prima di arrivare in centro a Piacenza d’Adige, all’incrocio con via Costato, ha perso il controllo della sua Renault Clio. In prossimità di una brusca curva a sinistra, la vettura non ha seguito la carreggiata ed è andata dritta fuori strada, schiantandosi contro un platano. Dopo l’impatto, estremamente violento, l’auto è volata giù da una scarpata. Nallio è rimasto intrappolato nell’abitacolo, perdendo la vita praticamente sul colpo. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, che hanno tentato la rianimazione del cinquantenne, e i carabinieri della stazione di Ponso. Ma l’uomo era già morto. Le operazioni di recupero della salma e dell’utilitaria sono continuate fino alle 16.

Severino Nallio viveva in via Trivellato assieme alla madre Francesca Gatto. Lascia il fratello Michele, che da anni non vive più in paese. Il cinquantenne era disoccupato da tempo: aveva lavorato come falegname in un’azienda del posto ma da quattro anni aveva perso l’occupazione. I continui tentativi di trovare un nuovo impiego erano stati vani. Non è la prima tragedia che scuote la famiglia Nallio: dieci anni fa il padre di Severino, agricoltore, era stato travolto da un camion a Badia Polesine. Stava andando al lavoro in motorino e un autoarticolato lo aveva investito. Quell’episodio aveva segnato la famiglia, che in queste ore sta ricevendo forti attestazioni di cordoglio da vicini e compaesani: «Severino era una persona riservata e solitaria», confidano alcuni residenti di via Trivellato, «ma era anche cordiale e gentile. La sua famiglia aveva sofferto fin troppo per meritarsi un’altra tragedia».

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Pubblicato su Il Mattino di Padova