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«Sparita la lapide di nostro padre»

L’amara sorpresa al cimitero Maggiore: «Il Comune non avverte»

CHIESANUOVA. Si era recata a far visita alla tomba del padre per lasciare un fiore per Natale. Arrivata sul luogo di sepoltura si è trovata di fronte solo un freddo telo verde che ricopriva il terreno. La lapide e la copertura della tomba erano state rimosse. Davanti a questa vista, la signora Gemma Friso si è sentita male. La sconcertante scoperta è accaduta al Cimitero maggiore di Chiesanuova.

«Ci era stato detto che l’estumulazione sarebbe avvenuta il 10 febbraio 2015, se non ci fossimo presentati in cimitero la salma del nostro caro sarebbe stata gettata in una fossa comune», denuncia Danilo Friso, uno dei quattro figli del defunto. La famiglia, già all’inizio dell’autunno, si era recata presso il cimitero per avere informazioni sulla prossima estrazione della salma che viene effettuata in genere dopo 20 anni dalla sepoltura. In quell’occasione sarebbe stata indicata la data di febbraio.

«Invece il Comune ha eseguito l’operazione ben due mesi prima del previsto, senza avvisare i familiari. Dopo aver chiesto il motivo del gesto, ci è stato risposto che probabilmente a suo tempo abbiamo chiesto informazioni alla persona sbagliata. Eppure ci eravamo premurati di lasciare i nostri recapiti proprio per essere contattati in occasione dell'estrazione della salma», aggiunge il signor Friso. Ed ora i quattro fratelli Friso si interrogano sul destino della lapide e dei marmi che adornavano la tomba del capofamiglia.

«Desideriamo recuperare la foto di nostro padre e la lapide, non troviamo giusto che non ci sia stato detto dove sia tutto questo materiale. Una nostra sorella ha recentemente perso il marito, recuperare la lapide di nostro padre avrebbe potuto essere utile. Ci chiediamo dove siano finiti i preziosi marmi, i vasi, le cornici e tutto quello che faceva parte della tomba. Ci sentiamo presi in giro, crediamo che abbiano giocato con i nostri sentimenti, abbiamo la sensazione di essere stati liquidati con una scusa qualsiasi. Ma invece vogliamo risposte chiare».

Elisa Fais

Pubblicato su Il Mattino di Padova