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La vittima era stato in coma e aveva superato un aneurisma

Un paese sotto choc. La morte di Giorgio Barzan, imprenditore di 53 anni morto l’altro ieri in un incidente in A13 (nella foto), all’altezza di Stanghella, ha letteralmente sconvolto Caneva, il...

Un paese sotto choc. La morte di Giorgio Barzan, imprenditore di 53 anni morto l’altro ieri in un incidente in A13 (nella foto), all’altezza di Stanghella, ha letteralmente sconvolto Caneva, il comune friulano in cui l’automobilista viveva. Barzan, sposato e padre di cinque figli, era al volante della sua Mercedes 280E e viaggiava verso Rovigo: arrivato all’altezza di Stanghella, l’uomo ha perso il controllo del mezzo che è finito fuori strada. È morto sul colpo, imprigionato tra le lamiere della vettura. Titolare della Barzan Macchine srl di Sacile, azienda specializzata nella commercializzazione di macchinari per la lavorazione del legno, era anche responsabile della Shock srl, studio di consulenza aziendale.

Iscritto all’albo dei periti industriali di Pordenone, aveva partecipato all’attività di numerosi sodalizi. Al Rotary Club di Sacile aveva ricoperto anche l’incarico di vicepresidente. Appassionato di pallacanestro, aveva suonato anche nella banda cittadina. Barzan aveva vinto la sfida del destino un paio di anni fa, affrontando una grave malattia: nel 2012, per mesi, era stato in coma sul letto di un ospedale per un aneurisma cerebrale. La sua lotta per sopravvivere era stata anche raccontata dalla compagna, ristoratrice e figura molto nota nel mondo dell’enogastronomia locale, in un blog che ha seguito passo passo tutte le evoluzioni della malattia. Vinta quella battaglia con grande determinazione e ritornato ad una vita normale, Barzan è stato beffardamente colpito dal destino l’altro ieri.

Anche visti i precedenti problemi di salute, non è escluso che l’incidente possa essere stato causato proprio da un improvviso malore. A confermarlo o meno sarà l’esame autoptico che

verrà quasi sicuramente disposto dalla Procura di Rovigo in questi giorni. (n.c.)

Pubblicato su Il Mattino di Padova