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Angosciato per la morte del papà, muore otto giorni dopo di lui

La tragedia della famiglia Martin: Renato stava male, si è schiantato in auto mentre andava a farsi visitare all’ospedale

GALZIGNANO TERME. «Mio fratello si è schiantato contro quello spartitraffico perché stava male, troppo male. Talmente male da non riuscire a raggiungere il pronto soccorso di Monselice per essere curato: forse se la guardia medica fosse venuta qui a casa a visitarlo, oggi non saremmo qui a pensare al suo funerale» ha la voce ferma Roberto Martin mentre racconta probabilmente la peggiore settimana della sua vita, non lancia accuse («Denunce? Ci penseremo. Adesso no, non è il momento»), ma ci tiene che i fatti siano raccontati per come sono andati.

Cominciando dalla fine, da Renato Martin che aveva 49 anni ed è morto urlando di dolore per le ferite riportate sabato sera in un incidente stradale avvenuto a Battaglia Terme, incidente neppure giudicato gravissimo all’inizio. L’ultima tragedia della famiglia Martin, che abita in via in via Verdi 57 nel quartiere Porto, non l’unica. Perché otto giorni prima di Renato è morto il papà Italo, a 74 anni. Un attacco di cuore l’ha fulminato: mercoledì gli è stato dato l’ultimo saluto.

«Da domenica Renato non era più lui» è ancora il fratello Roberto a parlare «Diceva che non riusciva a smettere di pensare a papà, che ogni cosa che guardava in casa gli parlava di lui. Renato soffriva di artrite, aveva forti dolori fisici, ma specialmente adesso soffriva l’angoscia, l’ansia, il dolore del lutto. Non so come dirlo, ma stava tanto male. Del resto lui viveva con papà e mamma, io e mio fratello Moreno abitiamo fuori, era legatissimo a papà e aveva anche lavorato con lui. Sabato c’ero quando ha chiamato la guardia medica: ha detto che stava male, che aveva bisogno d’aiuto. Ma il dottore gli ha detto che non si poteva muovere, che doveva andare lui a farsi visitare a Schiavonia. “Ma non ce la faccio a guidare” ha detto Renato, ma niente da fare. Allora si è messo in strada, ha preso la Y10 ed è partito. Poi non so cosa sia successo: poco dopo, verso le 19,30 ha telefonato a mamma e le ha detto che tornava a casa, le ha chiesto se le serviva qualcosa al supermercato. Ma non è più arrivato: mamma si è preoccupata e ha cominciato a chiamare in giro. Solo verso mezzanotte è riuscita a trovare il numero del pronto soccorso del nuovo ospedale e le hanno detto che era lì, ferito. Allora mi ha chiamato e siamo partiti: “ha tante fratture” ci hanno detto “alle costole, allo sterno ma non corre pericolo di vita: è in reparto”. La mattina dopo si è svegliato che parlava, ma aveva tanto male. Un medico lo ha visitato e quando gli ha toccato la pancia ha urlato. Gli hanno fatto un altro esame e hanno visto che aveva l’intestino spappolato, l’hanno operato d’urgenza ma oggi (lunedì, ndr) alle 14 è morto». Mentre tornava a casa, sabato sera verso le 20, ha perso il controllo dell’auto e si è schiantato contro la cuspide del guardrail spartitraffico in prossimità del sottopasso della strada provinciale del Castelletto, a Battaglia.

Piergiorgio Di Giovanni

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Pubblicato su Il Mattino di Padova