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"Suore uccise per ordine dei servizi segreti del Burundi"

Il testimone, coinvolto nell'omicidio delle tre consorelle saveriane tra cui la padovana Bernardetta Boggian, intervistato da una radio africana: il direttore dell'emittente arrestato poco dopo. Appello dei vertici delle chiesa al governo locale: "Potrebbe essere vero, è una pista da seguire"

PADOVA. Un alto prelato della chiesa cattolica del Burundi, ritenuto una personalità molto influente nell'area dei Grandi Laghi, ha chiesto la liberazione del responsabile di una radio locale accusato di "complicità nell'assassinio" di tre religiose italiane, di cui una padovana.

Il direttore della Radio pubblica africana (Rap), Bob Rujurika, era stato arrestato il 21 gennaio e rinchiuso nella prigione di Muramvya. E' accusato della diffusione via radio, tre settimane dopo l'uccisone delle religiose italiane, della dichiarazione di un uomo che si è presentato come uno degli assassini delle tre suore a Kamenge, a nord della capitale Bujumbura, nel settembre scorso.

La misteriosa fonte (di cui Rujurika ha mantenuto segrete le generalità) chiamava in causa i vertici dei servizi segreti burundesi nel crimine, asserendo che sarebbe stato un commando agli ordini proprio dei servizi segreti a uccidere le missionarie Olga Raschietti, 83 anni, originaria di Montecchio Maggiore (Vi), Lucia Pulici, 75 anni di Desio (Mi), e Bernardetta Boggian, 79 anni, di Ospedaletto Euganeo (Padova).

Le religiose vivevano nel convento della parrocchia cattolica Guido Maria Conforti a Kamenge. Prima vennero uccise l'80enne Olga Raschietti e la 73enne Lucia Pulici, poi Bernardetta Boggian, che aveva scoperto i corpi delle consorelle.

Parlando a Radio Maria, monsignor Pierre Antoine Madaraga, rettore del seminario di Mureke, s'è detto "addolorato" per l'arresto del giornalista Bob Rujurika, aggiungendo che la tesi avanzata dal reporter della Rpa costituisce secondo lui una pista da seguire.

Subito dopo l'accaduto, negli attimi successivi la morte delle prime due religiose, la Chiesa aveva aderito alla versione ufficiale, che ciò l'omicidio delle prime due suore, fosse l'opera di un "pazzo", un 33enne squilibrato che aveva con sé il cellulare di una delle suore assassinate e la chiave del convento, arrestato subito dopo la strage.

Ma nella stessa serata, ha proseguito l'alto prelato, nonostante l'enorme dispiegamento di agenti di polizia, arrivati nel convento dopo i primi due omicidi, "è stata uccisa una terza suora". Così "quando l'Rpa ha cominciato a darci maggiori informazioni, abbiamo pensato 'ecco qua, un'altra pista", ha proseguito Madaraga. "Così imprigionare il direttore della Rpa, è come voler mettere a tacere la verità".

Il dramma avvenne il 7 settembre scorso: nel pomeriggio di domenica vennero ritrovati i corpi di due religiose, suor Olga e suor Lucia; poi nella notte è stata ritrovata morta anche la terza religiosa che aveva scoperto i cadaveri delle consorelle. "Io chiedo veramente che rilascino (Bob Rujurika) e di dire la verità sulla morte delle tre suore", ha insistito monsignor Madaraga.

Il procuratore generale della Repubblica ha comunicato lunedì che Rugurika sarà liberato "nel minuto stesso" in cui sarà consegnato "alla giustizia il criminale che ha riconosciuto di aver ucciso la terza suora".

In Burundi a favore della liberazione del giornalista si sono mobilitati tanto la società civile che numerosi giornali.

Amche l'Ue, gli Usa e diverse associazioni di diritti umani hanno chiesto che esca di prigione.

Un migrante del Burundi che vive in Belgio, Pancrace Cimpaye, ha scritto una lettera direttamente a papa Francesco, chiedendogli di intercedere per Rujurika e di far arrestare i veri assassini.

Pubblicato su Il Mattino di Padova