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Villa del Conte, giovane uccisa da un male misterioso a 22 anni

Studentessa di Medicina spira dopo 2 mesi di ricovero nonostante il prodigarsi dei neurologi: la famiglia chiede l’autopsia

VILLA DEL CONTE. «Marian era la vita in persona. Credeva nella scienza ed era assetata di cultura e conoscenza. Anche per lei, e per assecondare questa sua sete di sapere, abbiamo acconsentito all’autopsia per capire che cosa veramente ce l’ha portata via. Oggi non lo sappiamo, nonostante due mesi di tentativi e di cure al limite dell’impossibile».

Adriano Zuanon, papà di Marian, 22 anni, studentessa al quarto anno di medicina a Padova morta mercoledì all’ospedale civile di Padova, oggi non conosce la vera causa della morte di sua figlia, ricoverata in ospedale dal 7 dicembre. A nessuna delle malattie note e classificate si è giunti con certezza. E l’ipotesi circolata, di un virus esterno che abbia aggredito il sistema neurologico, non è confermata dalla famiglia: «Non lo sappiamo, non abbiamo nessuna conferma e dobbiamo attendere l’esito dell’autopsia. Ho visto l’intero reparto dove era ricoverata, in neurologia a Padova, tentare di tutto per salvare Marian, per scoprire cosa l’avesse colpita, ma niente, non c’è stato nulla da fare. Ho visto i primari in lacrime per non essere riusciti a capire le cause. Nonostante abbiano fatto l’impossibile, e ringrazio tutti per la professionalità, la scienza in questo caso non ha vinto sulla malattia. Per questo non capisco e non accetto quando sento che vengono tagliati i fondi alla ricerca. Bisogna investire in ricerca, nello studio e nella conoscenza» spiega il papà disperato.

Adriano Zuanon ricorda sua figlia Marian come un inno alla vita e alla voglia di vivere. Anche per questo lui, mamma Irene, il fratello Massimiliano, il fidanzato Federico e tutti i parenti hanno scelto un’epigrafe molto diversa dal solito, con una foto a colori di Marian di fronte all’infinito del mare, accarezzata dal vento e dal sole.

«Lei era così. Marian, quando sentiva che qualcuno si era suicidato, non riusciva a capacitarsi di come si potesse buttare via la vita, il dono più grande. Lei era la vita e aveva dedicato tutto alla ricerca, alla danza e allo studio».

Tantissime le testimonianze di affetto giunte ieri nel condominio di via Corse 4 a Villa del Conte dove abita la famiglia Zuanon. E tutto il paese ha voluto ricordare la giovane studentessa di medicina, venerdì con la veglia e ieri partecipando al suo funerale.

Appassionata di danza, Marian Zuanon, nonostante l’impegno universitario, continuava a ballare perché, per lei, questa disciplina rappresentava un’altra espressione di completezza e di vitalità. Venerdì sera, in chiesa, la veglia in sua memoria è stata impostata e condotta proprio sulla passione per la danza di Marian. L’emozione del ricordo ha colpito tutti. La famiglia Zuanon, già terribilmente provata dalla scomparsa del primogenito di pochi mesi, nel 1991, ha voluto ricordare così Marian con la sua voglia di vivere, di dedicarsi agli altri di capire i perché della vita. Quei perché, purtroppo, che però non hanno avuto una risposta in questi due mesi di tentativi disperati di salvarla.

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Pubblicato su Il Mattino di Padova