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Travolta e uccisa a Londra La polizia cerca testimoni

Indagine di Scotland Yard sull’incidente costato la vita a Federica Baldassa Oggi l’autopsia sulla 26enne, falciata da un camion mentre rincasava in bici

CAMPOSAMPIERO. Scotland Yard lancia un appello: cerca testimoni che possano chiarire la dinamica ancora oscura dell'incidente che venerdì sera a Londra è costato la vita a Federica Baldassa. Oggi è prevista l'autopsia sulla salma della 26enne di Rustega, travolta a Bloomsbury Square da un camion alle 21.15, mentre rincasava dal lavoro in bicicletta, e morta sul colpo.

I media londinesi hanno sollevato il dramma dell'escalation di ciclisti uccisi dall’inizio dell’anno, mentre la polizia ha diffuso un recapito telefonico - lo 020 8991 9555 - al quale rivolgersi per contribuire alla ricostruzione della tragedia.

Intanto papà Franco, mamma Danila Arpi e il fratello Filippo rimangono in attesa che il consolato predisponga il loro viaggio a Londra e il rientro della salma. Al momento si attende che le autorità inglesi completino gli accertamenti.

Federica era volata in Inghilterra a gennaio del 2014 per cercare di realizzare i suoi sogni: dopo gli studi superiori al “Valle” di Padova, dove si era specializzata in fotografia, si era laureata in cultura e tecnologia della moda all’Università; poi, tra il 2012 e il 2013, la specializzazione all’Istituto europeo di design. Nel frattempo, ha sempre lavorato, a Cittadella e poi a Milano. Passava da un contratto precario all'altro, e questo non le bastava; ha quindi deciso una svolta radicale e un anno fa è volata a Londra, trovando - inizialmente - un lavoro come runner: faceva da tramite tra le cucine e i camerieri. Viveva da sola, era totalmente indipendente, ma tre mesi fa ha avuto la chance che cercava: lavorare nella moda. Aveva quindi intrapreso il percorso professionale in Rossimoda spa a Londra come assistente alla vendita.

Un carattere originale, una donna creativa, una grande curiosità e una straordinaria energia; amava la moda e conosceva il valore del lavoro e della fatica; non a caso continuava, nei fine settimana, a lavorare nel ristorante. Nel tempo libero c'erano la musica, i concerti, gli amici, una giovinezza tutta da vivere e assaporare. Si è spezzato tutto lungo Bloomsbury Square.

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Pubblicato su Il Mattino di Padova