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Muore ex operaio della Lofra ma non ci sarà un’inchiesta

TEOLO. È morto domenica scorsa, ucciso da un mesotelioma pleurico, una neoplasia correlata all’esposizione alle fibre d’amianto. È morto nell’hospice dell’Opera Immacolata Concezione a Padova nel...

TEOLO. È morto domenica scorsa, ucciso da un mesotelioma pleurico, una neoplasia correlata all’esposizione alle fibre d’amianto. È morto nell’hospice dell’Opera Immacolata Concezione a Padova nel quartiere Mandria, una struttura nata per garantire le cure ai malati terminali, dove era ricoverato da qualche tempo: si chiamava Italo Veronese, classe 1939, residente a Teolo in via Euganea. Aveva lavorato per ben 34 anni, dal 1960 al 1994, alla Lofra con sede a Tre Ponti di Teolo, fondata nel 1954 dalla famiglia Lovato e specializzata nella produzione di cucine personalizzate di qualità. Un’azienda in cui, anche se in quantità non elevate, veniva impiegato l’amianto in alcune lavorazioni, in particolare per i rivestimenti interni. Il pubblico ministero di turno Benedetto Roberti ha concesso il nullosta alla sepoltura. Non ci sarà nessuna inchiesta giudiziaria per verificare se c’è un collegamento tra l’esposizione al minerale, l’amianto appunto, bandito dalle lavorazioni industriali dal 1992 a causa della sua pericolosità e la morte dell’operaio ormai in pensione. Veronese, dopo aver contratto la malattia, risultava già “parte offesa” in un’inchiesta risalente al 2011 avviata dal pm Emma Ferrero. Ma nel 2011 la Lofra è passata di mano, acquisita da una famiglia imprenditoriale iraniana, quella di Reza Salehi, per un investimento di otto milioni di euro e una produzione per ora riservata ai mercati esteri (Israele, Medio Oriente, Iran, Egitto, Brasile, Australia e Germania ed Inghilterra). E la vecchia dirigenza ai vertici dell’azienda fino al 1992? È tutta defunta. Quindi è stata archiviata l’indagine aperta dal pm Ferrero per il reato di lesioni colpose ai danni di Veronese. È chiaro che nessun’altra indagine sarà aperta per il suo successivo decesso: non ci sono più (eventuali) responsabili che possano essere perseguiti sul piano penale. E sul fronte civile? Eventualmente potrebbero essere tirati in ballo gli eredi della vecchia dirigenza Lofra. (cri.gen.)

Pubblicato su Il Mattino di Padova