• Home
  •  > Notizie
  •  > «Con la morte di Lucchin la Cna perde una colonna»

«Con la morte di Lucchin la Cna perde una colonna»

Il responsabile della sede di Montagnana vittima di un malore alla guida Grande appassionato di montagna, lascia nel dolore la mamma e il fratello

MONTAGNANA. Un punto di riferimento per tutte le imprese del territorio. Una guida, un consulente, un amico. Questo era ed è sempre stato Alberto Lucchin, 58 anni, morto sabato sera in un incidente stradale a Orgiano, in provincia di Vicenza, probabilmente vittima di un malore mentre era alla guida della sua Audi Q3. Nell’immettersi sulla strada provinciale San Feliciano, il montagnanese è andato a schiantarsi contro una Mercedes Classe A che proveniva dal senso opposto. Quando i sanitari sono arrivati a soccorrerlo, per lui non c’era più nulla da fare. Il corpo del funzionario padovano non presentava traumi evidenti – merito soprattutto dell’airbag – anche se lo schianto è stato particolarmente violento. Da qui l’ipotesi che il decesso possa essere stato causato da un evento cardiaco.

Alberto Lucchin viveva a Montagnana, in via Palladio, con la madre. Non era sposato. Era responsabile della sede Cna della città murata e dunque punto di riferimento per tutti gli artigiani della Bassa padovana. Proprio da Cna arriva un toccante ricordo del funzionario: «Alberto ci ripeteva sempre nelle riunioni che “per capire bene la Bassa padovana bisogna viverla e stare in mezzo alle imprese del territorio”. La Cna di Montagnana era casa sua, era la sua associazione. Quando trent’anni fa era stato aperto il primo sportello in centro, Alberto c’era. Era partito da impiegato ma in pochi anni è diventato il responsabile della sede, cresciuta nel tempo nonostante la crisi che ha segnato il territorio pesantemente e che oggi conta 5 dipendenti e 350 associati, tutti legati a Lucchin».

Alberto però non era solo il responsabile della sede, era un vero e proprio punto di riferimento per le imprese del territorio, associate o no alla Cna. «Gli imprenditori sapevano che nel suo ufficio si potevano discutere i problemi ma soprattutto trovare soluzioni. È noto a tutti come Alberto “marcasse stretto” le imprese e le spingesse a partecipare a corsi e momenti di formazione per farle crescer. In particolare le imprese del distretto del mobile di Casale di Scodosia e Montagnana. Tutti gli imprenditori avevano stima e rispetto del suo lavoro e a tutti Alberto ricordava la “diversità della Cna”, cioè la ferma volontà di guardare al futuro e allo sviluppo fuori dalle appartenenze e dagli steccati».

Consapevole della necessità di garantire alla Bassa uno sviluppo serio, negli ultimi anni si era impegnato per la realizzazione di infrastrutture importanti come la nuova regionale 10. «Seguiva con attenzione ogni opportunità di sviluppo per le imprese e denunciava piccoli e grandi problemi, dai rifiuti all’inquinamento da Pfas. Recentemente aveva seguito da vicino il processo di fusione e aggregazione dei Comuni».

In tutto questo Alberto metteva grandissima determinazione e caparbietà, caratteristiche che lo accompagnavano anche nei suoi hobbies: un amore viscerale per la montagna, le escursioni, il trekking. Lucchin era non a caso iscritto al Cai di Montagnana. «La sua proverbiale riservatezza lasciava comunque trasparire la sua bontà e una profonda umanità», è il pensiero di Matteo Rettore, segretario della Cna di Padova. «La nostra associazione perde una colonna, uno storico funzionario che aveva saputo portare nel presente i valori storici dell’associazione e dell’artigianato. Montagnana perde un alfiere del territorio e dell’impresa locale. Ci stringiamo alla famiglia, alla mamma, al fratello e agli affetti più cari di Alberto. Ciao Alberto, e grazie per tutto quello che ci hai dato lungo il pezzo di strada che hai fatto con noi».

Pubblicato su Il Mattino di Padova