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Devia, straordinaria vita nella musica

Alla Fenice il premio al soprano che con “Norma” dà l’addio alle scene

Carica di premi, fiori e onore, in quel teatro che l’adora e nella città in cui ha conosciuto l’uomo che sarebbe diventato suo marito, scesa dal rogo di Norma, Mariella Devia scopre il fianco e si commuove. Due standing ovation hanno accolto ieri il soprano ligure, nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, per la cerimonia del premio “Una vita nella musica”, che arriva nei giorni delicati in cui la protagonista dell’opera di Bellini sta dando ufficialmente l’addio alle scene, limitando la sua futura attività professionale ai recital concertistici e all’insegnamento. «Preferirei interpretare di nuovo Norma, anche se sono stanca morta, piuttosto che parlare in pubblico» ha detto, emozionata. «Sono onorata di ricevere questo premio proprio a Venezia, una città che per me ha un significato particolare, dove sono venuta la prima volta a ventun anni e dove ho incontrato il mio futuro marito».

Poche parole, nell’abito rosso fuoco, i capelli corti, la stessa naturalezza con cui ha portato sui palcoscenici di tutto il mondo personaggi indimenticabili, a cominciare da Lucia di Lammermoor, che ha interpretato per trecentocinquanta recite nel corso di trent’anni, salvo poi recidere il cordone ombelicale una dozzina di anni fa, quando dichiarò che trovava ormai difficile ricercare nuove motivazioni nell’interpretazione di un ruolo di giovinetta e che avrebbe invece preferito dedicarsi in futuro a figure di donne più mature e più in linea con la sua età.

Premiata dal sovrintendente Fortunato Ortombina per la sua «voce dal timbro omogeneo in ogni registro e di perfetta intonazione, sottoposta a una disciplina tecnica ferrea», Mariella Devia è stata omaggiata anche dalla presidente degli Amici della Fenice Barbara Valmarana. «Dopo averla ascoltata» ha detto «mi sembra impossibile che non canti più l’opera».

Il comitato scientifico formato da Mario Messinis, Oreste Bossini, Massimo Contiero, Andrea Estero, Gian Paolo Minardi, Giorgio Pestelli e Francesca Valente ha inoltre assegnato i tre premi della categoria Giovani, dedicata alle nuove generazioni.

Come musicologo si è distinto Paolo De Matteis, mentre nell’ambito degli interpreti il Premio è andato al pianista Filippo Gorini; Francesca Verunelli si è invece aggiudicata il riconoscimento ideato da Bruno Tosi «come una delle personalità più interessanti e originali della nuova generazione, che si muove con destrezza e lucidità di pensiero nei meandri ancora da esplorare, tra tecnologia e linguaggio musicale». (m.pi.)



Pubblicato su Il Mattino di Padova