• Home
  •  > Notizie
  •  > Freddo tornava dalla cena dalla sorella

Freddo tornava dalla cena dalla sorella

L’uomo di 63 anni è morto sul colpo, la moglie invece ne avrà per una trentina di giorni. Grave il giovane sull’altra auto

MONSELICE. La cena a casa della sorella, il ritorno verso casa in compagnia della moglie Enrichetta e poi il frontale con l’auto di un giovane monselicense. Uno scontro che non gli ha lasciato scampo e che ha ridotto in fin di vita anche il conducente dell’altra auto. Flaminio Freddo, il pensionato di 63 anni morto nell’incidente avvenuto domenica sera in via Barbarigo a Tribano, stava ritornando da San Siro di Bagnoli, dove aveva cenato a casa della sorella Lucia. Pochi minuti prima delle 23 la sua Passat ha avuto uno scontro frontale con la Polo di Marco Bettio, 27 anni di Monselice, diretto verso Tribano. L’incidente è avvenuto sulla Sp 5 un centinaio di metri prima dalla nuova rotonda sulla Monselice-mare. La Passat di Freddo è rimbalzata nel fossato accanto alla strada. Il sessantatreenne è morto sul colpo. La moglie, Enrichetta Cirani, 61 anni, è stata soccorsa da due infermieri che passavano di lì. Stabilizzata sul campo accanto alla vettura dai sanitari del 118 intervenuti sul posto con tre ambulanze, la donna è stata poi trasportata in ospedale a Schiavonia: ricoverata in Chirurgia, per lei la prognosi è di 30 giorni. È invece in gravi condizioni Marco Bettio, il conducente della Polo: rimasto imprigionato nella vettura, è stato liberato dai vigili del fuoco e quindi portato al nuovo ospedale: per lui la prognosi è riservata. L’incidente è tuttora al vaglio degli inquirenti: il pm patavino Benedetto Roberti, dopo aver esaminato i rilievi compiuti dai carabinieri di Battaglia Terme ed Albignasego, ha disposto una consulenza tecnica sull’episodio e ordinato anche l’esame autoptico sulla salma di Freddo. Solo dopo questi accertamenti sarà possibile ricostruire la dinamica dello scontro, che sicuramente è stato condizionato dall’alta velocità e dall’asfalto reso assai scivoloso dalla pioggia che aveva appena smesso di scendere. Quello che già si può toccare con mano, oltre all’apprensione per i due feriti, è il cordoglio destato dalla scomparsa di Flaminio Freddo. L’uomo era padre di due figlie, Alice e Lisa, e nonno di tre nipotini. Abitava in via San Vio 7, era in pensione, ma per anni aveva lavorato per la PeronGomme di Padova, ditta impegnata nella commercializzazione di pneumatici industriali per la quale aveva ricoperto incarichi di responsabilità, viaggiando nel Triveneto. Uomo dal cuore d’oro e dai modi notoriamente gentili, a dispetto di un fisico imponente, Freddo era un grande appassionato di pesca sportiva. «Era uno specialista nella pesca della trota» confermano al Lago delle Rose, l’oasi di Arquà Petrarca che il monselicense frequentava spesso «Aveva partecipato a numerose gare, anche se da tempo aveva deciso di ritirarsi dalla scena agonistica per dedicare maggior tempo alla famiglia e ai nipotini che amava tantissimo». Il sessantatreenne, originario di Bagnoli di Sopra (dove, oltre a Lucia, vive pure la sorella Alida), era anche esperto di tiro con l’arco: a lungo, oltre a praticare questo sport, aveva accompagnato alle competizioni la figlia Alice. La data del funerale non è ancora stata decisa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicato su Il Mattino di Padova