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Folgorato dalla scarica dell’alta tensione

Casale sul Sile: la pianta tocca i fili, muore cercando di rimuoverla. La vittima, 56 anni, era operaio del Comune di Treviso

TREVISO. La pianta, che aveva appena tagliato, è caduta sui fili dell’alta tensione della linea ferroviaria e lui è andato verso l’albero nel tentativo di liberarlo dal cavo, trascinato quasi a livello del suolo, ma nell’afferrare un ramo è rimasto folgorato. Stefano Gazzato, 56 anni di Casale sul Sile, operaio del Comune di Treviso, è morto così, davanti agli occhi della moglie, Raffaella Nobile, e di un amico. A nulla sono serviti i tentativi dei sanitari dell’elisoccorso del 118 di rianimare l’operaio folgorato.

Mattinata tragica in vicolo Cristoforo Colombo a Casale sul Sile, una strada dove le fabbriche si confondono alle vecchie case contadine. Nel terreno sul retro dell’abitazione al civico 49, dove Gazzato abitava con la moglie ed il figlio Cristian, è avvenuta la tragedia. Erano da poco passate le 10.30. Gazzato, a quell’ora, si trovava nel terreno dietro la sua abitazione, con la moglie ed un amico.

Stava tagliando alcuni alberi per fare legna. Ad un certo punto, una pianta è piombata su un cavo della linea ferroviaria Spinea-Fossalta dell’alta tensione. Evidentemente, era stata calcolata male la traiettoria della caduta. Gazzato ha deciso così di avvicinarsi e nel tentativo di liberare i rami impigliati al cavo è rimasto folgorato sotto gli occhi della moglie e dell’amico.

La moglie, disperata e con il cuore in gola, è corsa subito in casa per chiamare il 118. Gli operatori di Treviso Emergenza hanno inviato sul posto l’elicottero per affrettare le operazioni di soccorso. Pochi minuti più tardi sul campo di vicolo Colombo, luogo della tragedia, è atterrato l’elicottero del Suem. I sanitari hanno provato per diversi minuti a rianimare l’operaio ma purtroppo per Gazzato non c’è stato nulla da fare. La scarica della linea ferroviaria, da 132.000 volt, è stata letale. Basti pensare che, come hanno appurato i tecnici delle Ferrovie e dello Spisal, giunti sul posto per i rilievi, per una linea del genere la distanza di sicurezza dai cavi scoperti è indicata in almeno cinque metri, superati i quali si rischia di rimanere fulminati.

Sul posto sono giunti i vigili del fuoco per garantire la sicurezza della zona. I pompieri, assieme ai tecnici delle Ferrovie, hanno lavorato fino al primo pomeriggio ed hanno lasciato il presidio poco dopo le 14, quando è stata riparato il guasto della linea e ripristinata definitivamente la sicurezza nella zona.

Nel frattempo la notizia della morte dell’operaio del Comune di Treviso ha fatto presto il giro del paese di Casale. In vicolo Colombo, una strada che nei giorni festivi è quasi deserta, verso mezzogiorno, oltre al via vai dei mezzi di soccorso, hanno iniziato ad arrivare parenti ed amici di Gazzato per stringersi alla famiglia colpita dal lutto, in particolare alla moglie Raffaella, al figlio Cristian e alla madre dell’operaio folgorato, Pierina Bagolin. Sul posto sono anche arrivate le tre sorelle ed i nipoti di Gazzato che si sono stretti nel silenzio attorno alla cognata e al nipote.

Pubblicato su Il Mattino di Padova