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Stroncato da infarto Emanuele Roverato, gestore del ristorante Dotto

Morto a 46 anni nel sonno, la moglie ha provato a rianimarlo. «Amava il suo lavoro, ma la famiglia veniva prima di tutto»

PADOVA. È morto Emanuele Roverato, gestore (ottava generazione) del notissimo ristorante “Dotto di Campagna”, in via Randaccio, una traversa di via Fornaci, sotto l’albergo Sagittario, gestito da sempre dalla famiglia. Aveva solo 46 anni e da 9, dopo la morte del padre, Ermomi, gestiva il ristorante, frequentato anche da imprenditori, professionisti e turisti. A tradirlo un infarto, verso l’una e mezza della notte tra martedì e ieri. Mentre la moglie e figli dormivano, lui si era addormentato davanti alla televisione ancora accesa.


Chi l’ha soccorso per prima è stata la moglie Silvia, che gli ha praticato anche un massaggio cardiaco. L’ambulanza è arrivata dopo pochi minuti, ma la corsa verso l’ospedale è risultata inutile. «Emanuele era sanissimo, non aveva problemi cardiaci», racconta la moglie, con le lacrime agli occhi. «Mi si spezza il cuore a pensare che mio marito non ci sia più e che i figli dovranno crescere senza di lui. Era una persona buona con tutti. Amava il suo lavoro, ma per lui la famiglia arrivava prima di ogni cosa. Mi mancherà per tutta la vita».


Il ristorante Dotto di Campagna è stato aperto tantissimi anni fa. Agli inizi era una semplice trattoria di periferia, sotto un ampio pergolato. Con il passare degli anni è diventato un ristorante di grande qualità, specializzato in cucina veneta e specialmente nella preparazione del bollito misto e dei risotti con le verdure di stagione. Attualmente i collaboratori impegnati nel ristorante sono dieci. Negli ultimi tempi Dotto è diventato il ristorante di riferimento di Alex Zanardi e di tanti altri personaggi dello sport e dello spettacolo.


Lo ricordano con grande affetto sia il presidente provinciale dell’Appe, Erminio Alajmo che il direttore Filippo Segato. «Un bravissimo chef e un validissimo gestore», sottolinea Segato. Il funerale si terrà lunedì prossimo, alle 10, nella chiesa di San Michele Arcangelo, a Torre, la stessa dove furono celebrati i funerali del padre. Oltre alla moglie Silvia, lascia nel dolore i figli Olivia (4 anni) e Giovanni (12), la mamma Francesca e la sorella Arianna. —



 

Pubblicato su Il Mattino di Padova