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«Quando esco di qui mi ammazzo» lo ha annunciato Bernardinello

Lo sfogo dell’uomo quando è stato scoperto che aveva nascosto per anni i cadaveri di mamma e zio

«Quando esco dall’ospedale, io la faccio finita». Mercoledì sera, quando i carabinieri hanno scoperto i due cadaveri nascosti nella legnaia, Federico Bernardinello sapeva bene che da quel momento in poi sarebbe diventato tutto veramente difficile per lui. Oggi il 54enne di Sant’Urbano è “semplicemente” stato denunciato per i reati di occultamento di cadavere e truffa aggravata.

Per tre anni e mezzo ha tenuto nascosta la salma dello zio Italo Battistella, morto a 87 anni, e per altri sei mesi ha occultato quella della madre, Nerina Battistella, sorella di Italo, deceduta lo scorso dicembre, pure lei a 87 anni. L’uno in una cassa di legno, l’altra avvolta nel cellophane. Tutti e due morti per cause naturali e poi nascosti nella legnaia di casa. Il motivo? Poter continuare a riscuotere, a loro nome, i 1.200 euro al mese di pensione.

Bernardinello è ricoverato nel reparto di Psichiatria all’ospedale di Schiavonia: «Non l’ho ancora visto e non gli ho parlato» spiega il fratello Nicola Gastone, che vive a Stanghella e che non vedeva mamma e fratello da almeno cinque anni «Al momento non me la sento proprio di incontrarlo».

A richiedere il ricovero ospedaliero del 54enne, al di là dell’insano gesto compiuto nei confronti di mamma e zio, hanno concorso anche le parole di Bernardinello di fronte ai militari: il 54enne non ha nascosto la volontà di togliersi la vita.

L’uomo è stato denunciato dai carabinieri della Compagnia di Este comandati dal luogotenente con carica speciale Severino Permunian, i primi ad entrare nella legnaia di via Argine Superiore 16. È infatti credibile la versione secondo cui i due anziani sarebbero mancati per cause naturali: per escludere definitivamente una possibile morte violenta, occorrerà attendere l’autopsia che dovrebbe essere disposta dalla Procura di Rovigo. Il procuratore capo Carmelo Ruberto, che sta coordinando l’inchiesta assieme al sostituto procuratore Francesco D’Abrosca, non ha però ancora richiesto l’esame medico sulle due salme.

«Ne sono convinto: mio fratello avrà commesso ogni tipo di reato, ma non avrebbe mai potuto fare del male a mamma e zio» assicura il fratello Nicola Gastone. È invece certo che il 54enne avesse fatto di tutto per non far scoprire che i due anziani erano morti. Lo confermerebbe anche la testimonianza di un parente di terzo grado di Bernardinello, che sei anni fa aveva annunciato di voler mettere in vendita il casolare ad appena qualche metro dall’abitazione dei tre. All’epoca sia Italo che Nerina erano ancora vivi, eppure era cominciata una forte resistenza da parte del 54enne e lo stesso casolare in vendita era stato oggetto di vandalismi. I parenti, l’anno scorso, avevano valutato di ricorrere alle vie legali, temendo proprio che la colpa fosse di Bernardinello. Che, a quel punto, aveva tutto l’interesse che nessuno gravitasse attorno alla sua abitazione.

Pubblicato su Il Mattino di Padova