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Don Francesco «Non puntiamo il dito contro le persone»

A messa il parroco accenna con delicatezza alla tragedia e alla recita del rosario chiede pace per Tiziano e Alessia

SAN GIORGIO DELLE PERTICHE. «Non puntiamo il dito contro le persone, non giudichiamo.Abbiamo bisogno di silenzio, e di preghiera. Se parliamo, lo facciamo solo per amore del Vangelo». Con queste parole ieri mattina il parroco di Arsego, don Francesco Frigo, ha accolto la comunità che, numerosa, ha affollato la messa delle 9.30. La tragedia di giovedì - Tiziano Gallo ha ucciso la figlia Alessia per poi spararsi un colpo – incombe nelle menti e nei cuori; don Francesco ha scelto di sfiorare il dramma, con delicatezza; si è fermato in punta di piedi di fronte alla tragedia, usando parole miti e di riconciliazione: «C’è bisogno di desiderare la vita, di riconciliarsi con la vita. Questo dovrebbe essere un momento solo di silenzio, di riflessione, in cui ci prendiamo il tempo per la preghiera».

Ieri mattina la liturgia prevedeva il Vangelo di Giovanni: Gesù risorge e Tommaso non vuole credere. «Non è facile parlare, oggi, ma lo facciamo per amore del Vangelo», le parole del prete. «Abbiamo bisogno di farci coraggio, di custodirci a vicenda, di nutrirci di vita e speranza». La vita va avanti e cerca di scacciare il senso di morte e violenza che ha sconvolto San Giorgio delle Pertiche, e così la corale dei ragazzi anima la messa con slancio e intensità, i giovanissimi si propongono per piccoli lavori al fine di raccogliere fondi per continuare l’adozione di una bimba indiana; la loro proposta viene accolta con un forte applauso, che sembra interpretare anche il desiderio di voltare pagina, di archiviare una pagina che continua ad addolorare ed inquietare. L’incredulità è il sentimento che prevale: «Non avrei mai pensato che Tiziano potesse fare un gesto simile», si sussurra sul sagrato. E le stesse parole sono state ripetute ieri sera, a margine del primo rosario di suffragio; un secondo sarà celebrato oggi, alle 20.30. «Vogliamo recitare questo rosario per Tiziano e Alessia, perché possano incontrare la pace, che Dio li accolga tra le sue braccia di infinita misericordia». Con questo breve commento don Francesco ha accolto la folla che si è riunita in preghiera. La comunità si sente ferita, si stringe ai familiari e continua a interrogarsi, in un misto di amarezza, angoscia e impotenza: «Se aveva un problema con la figlia, non ce l’ha mai confidato, non ci ha mai detto nulla».

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Pubblicato su Il Mattino di Padova