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Prima di ucciderla l’ha riempita di botte

Femminicidio a Montegaldella: tre persone hanno ripreso la scena del delitto di Marianna e l’aggressione all’amico. Filmati nelle mani degli inquirenti

MONTEGALDELLA. Emergono particolari inquietanti dal femminicidio che ha insanguinato un paesino del Vicentino. Prima di ucciderla con una quindicina di coltellate il killer l’avrebbe riempita di botte: presa per i le ha sbattuto la testa in terra. E infine l’avrebbe presa calci, quando forse era già morta. È la ricostruzione dell’omicidio di Marianna Sandonà, 43 anni, uccisa sabato dal suo ex convivente Luigi Segnini, camionista di 38 anni, che ha anche tentato di ammazzare Paolo Zorzi, l’amico padovano di Marianna, di 45 anni, che l’aveva accompagnata per fare da testimone alla restituzione di una serie di oggetti che, dopo la fine della relazione, Segnini reclamava. 

FOTO E VIDEO Le immagini dell’omicidio di Sandonà e dell’aggressione del suo amico e collega di lavoro, sono nelle mani dei carabinieri. A riprendere la scena del delitto avvenuto in via Vespucci a Montegaldella sarebbero state almeno tre persone che hanno consegnato foto e filmati agli investigatori coordinati dal pubblico ministero Han Roderich Blattner. Ulteriori elementi utili alle indagini potrebbero arrivare da quanto contenuto anche nel cellulare della vittima; il telefono verrà analizzato nelle prossime ore. A Marianna infatti, sapendo dell’incontro con il suo ex, era stato consigliato dal padre Marino di lasciare lo smartphone acceso per registrare la conversazione. Evidentemente più di qualcuno era a conoscenza che quell’appuntamento avrebbe potuto essere pericoloso.



RICOSTRUZIONE La separazione tra l’operaia e il camionista era stata piuttosto traumatica, tanto che, nonostante il legame tra i due non comportasse obblighi legali, sia Marianna che Luca avevano deciso di chiedere la consulenza di un avvocato. Per avere i dettagli sull’accaduto, e soprattutto sulla ragione che ha fatto scattare la molla assassina nel camionista che viveva con la mamma Luisa a Torri di Quartesolo dall’inizio di maggio, una volta conclusa la convivenza con Marianna, i carabinieri del tenente colonnello Giuseppe Bertoli dovranno attendere che si riprenda Zorzi. Al momento hanno raccolto una serie di testimonianze, fra cui quella del vicino Moreno Mezzavilla. Segnini, Sandonà e Zorzi si erano visti al mattino; il killer aveva raccolto parte delle sue cose, come da elenco stilato dalla vittima. Al pomeriggio, il bis; Segnini aveva appena sistemato in auto altri oggetti, poi era sceso verso il garage con Marianna.


FURIA OMICIDA Durante quel tratto è accaduto qualcosa; lui l’ha colpita con furia, facendola cadere. Per difenderla è intervenuto Zorzi, che è stato accoltellato una prima volta. Poi Segnini è tornato dalla sua ex, facendola sbattere a terra e colpendola poi alla nuca con la lama. Ancora, è tornato indietro di una ventina di metri e ha trafitto nuovamente l’amico di lei; di nuovo verso Marianna, colpita ripetutamente. Infine, ha puntato la lama verso di sé. Un dramma terribile, davanti agli occhi di Mezzavilla e, parzialmente, di altre persone. In apparenza un raptus, ma gli inquirenti non escludono la premeditazione. Il camionista, ancora in coma farmacologico, è attualmente in stato di fermo in ospedale a Padova, la convalida del provvedimento sarà compiuta fra oggi e domani, anche se l’indagato non è cosciente. —

 

Pubblicato su Il Mattino di Padova